Maroni: "E' il momento della fermezza" La Spagna attacca, poi arrivano le scuse

Il titolare del Viminale alla festa della Polizia: evitare il sopravvento della rabbia sulle regole. Manganelli avvia <strong><a href="/a.pic1?ID=262068">squadre miste di intelligence</a></strong> con la Romania. La Ue: Schengen non si tocca. <strong><a href="/a.pic1?ID=262063">Intanto la Spagna attacca</a></strong> il governo italiano, poi si scusa. <strong><a href="/sondaggio_1a.pic1?PID=59">SONDAGGIO - Sicurezza, quali sono le priorità? Vota</a></strong><br />

Roma - Liberare i cittadini dalla paura con risposte immediate che evitino il sopravvento della rabbia sulle regole. Il titolare del Viminale, Roberto Maroni, assicura - proprio in occasione delle celebrazioni del 156esimo anniversario della Polizia di Stato in corso a piazza del Popolo - di voler "garantire a tutti più sicurezza: è il momento della fermezza".

Il momento della fermezza "E' il momento di intervenire con fermezza per evitare che la rabbia prevalga sulle regole della convivenza civile e che si possano ripetere episodi di ingiustificabile violenza come quelli che si sono purtroppo verificati a Napoli a seguito dell’orribile tentativo di rapimento di una neonata". Sul tema della sicurezza, ha spiegato il ministro, "il paese pretende risposte immediate ed efficaci e chiede a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, di collaborare per la soluzione dei problemi che affliggono le nostre comunità". In proposito, Maroni, rivolto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, presente alla Festa, ha citato un intervento che lo stesso Napolitano fece quando era ministro dell’Interno, in cui auspicò "un convergere di obiettivi di comune generale interesse". "Da parte mia - ha proseguito il ministro - ho provveduto da subito ad avviare un utile confronto su questi temi con i rappresentanti del mondo delle autonomie e delle parti sociali per raccogliere suggerimenti e proposte al fine di migliorare il pacchetto sicurezza che il ministero sta predisponendo". Ora, ha sottolineato "è il momento della sintesi dell’adozione, da parte del governo, di provvedimenti che contribuiranno a contrastare quel senso di sfiducia nelle istituzioni derivato dall’incapacità delle istituzioni stesse di dare risposte convincenti all’ansia di sicurezza che ha preso tanti cittadini".

Garantire risorse adeguate Il titolare del Viminale spiega che è necessario "affrontare e risolvere una volta per tutte un nodo che ritorna periodicamente sul tavolo di ogni Governo: la necessità di garantire maggiori risorse finanziarie a fronte delle cresciute esigenze legate all’emergenza sicurezza". "Il bilancio del Dipartimento di pubblica sicurezza ha subito - ha aggiunto Maroni - una costante riduzione negli ultimi due anni. Ciò è motivo di grande preoccupazione che richiede un intervento deciso e immediato, perché è evidente che non possono essere date risposte efficaci se non sono messe a disposizione risorse adeguate". La Polizia di Stato ha fronteggiato nell’ultimo anno "con perizia e coraggio le minacce alla sicurezza dei cittadini con importanti operazioni di contrasto, pur con mezzi e strumenti giuridici non sempre adeguati ad affrontare fenomeni criminosi in rapida evoluzione". "Sono stati conseguiti grandi successi - ha ricordato Maroni - contro le principali organizzazioni di stampo mafioso, l’eversione, il terrorismo interno ed internazionale, la criminalità comune italiana e straniera". Il ministro leghista ha citato "con soddisfazione" la maxi operazione di polizia conclusa ieri che ha portato all’arresto di circa 400 persone per reati legati all’immigrazione clandestina e traffico di droga.

Napolitano: "Serve una risposta buona" "E' importante dare una risposta buona". Il presidente della Repubblica ammette che nel aese vi sia una accresciuta domanda di sicurezza. Ed è proprio visitando gli stand allestiti per la festa della Polizia a piazza del Popolo che il capo dello Stato ha sottolineato l'importanza di "dare una risposta buona" ai cittadini che chiedono a gran voce maggiore sicurezza e una lotta più ferma alla criminalità.

La Ue: "Schengen non cambia" "La Commissione europea non ha intenzione di proporre alcuna modifica alla convenzione di Schengen, né alle relative disposizioni incorporate nel diritto comunitario sulla rimozione dei controlli alle frontiere interne e sulla reintroduzione temporanea di tali controlli". Lo ha affermato, oggi a Bruxelles, un portavoce dell’esecutivo comunitario, Pietro Petrucci, rispondendo a un cronista italiano che chiedeva un commento sull’intervista odierna del ministro degli Esteri ed ex commissario Ue alla Giustizia, Franco Frattini. Nell’intervista, Frattini menziona uno "Schengen 2 nel 2009", lasciando insorgere il dubbio che sia in corso una revisione delle disposizioni relative alla libera circolazione prevista dal Trattato Ue. In realtà, menzionando l’introduzione di controlli con le impronte digitali e di una banca dati "con Schengen 2", il ministro si riferisce alle nuove norme sui parametri biometrici e sulla politica dei visti, "che saranno adottate entro la fine del 2009, con la piena attuazione del nuovo sistema di informazione di Schengen (Sis II)", come ha chiarito Petrucci. Forse si tratta, quindi, di "un malinteso" ha detto il portavoce della Commissione, dovuto a una sorta di "valzer semantico".