Maroni: "Federalismo, sicurezza, grandi opere. Subito il programma per governare"

"Chi vuole il rinvio non lo vuole per le riforme. Quali riforme sono
possibili con una maggioranza che non le ha fatte in due anni? Se
Berlusconi dice no, non ci sarà nessun governicchio"

Roma - Roberto Maroni, presidente dei deputati della Lega Nord. Secondo lei è possibile ritrovare un’unità programmatica tra i partiti di centrodestra?
«Non solo è possibile, ma è anche doveroso e agevole. Doveroso perché le elezioni sono inevitabili e quindi dobbiamo metterci subito al lavoro. Agevole perché partiamo dall’esperienza della passata legislatura che ha risolto molte questioni interne e che ha tracciato la base per proseguire la nostra azione. Ci sono già i riferimenti per il programma, a partire dalla riforma federale che è per noi la madre di tutti programmi».

L’Udc sarebbe stata oggetto di pressioni volte a convincere il centrodestra a formare un nuovo governo.
«Berlusconi è il leader politico che ha in mano le sorti del futuro del Paese. Se si fa ammaliare dalle sirene romane che vogliono il rinvio delle elezioni, farà il male del Paese e segnerà la sua fine, che sarà quella di Romano Prodi. Chi vuole il rinvio non lo vuole per le riforme. Quali riforme sono possibili con una maggioranza che non le ha fatte in due anni? Se Berlusconi dice no, non ci sarà nessun governicchio. Confidiamo nella sua saggezza e nella sua forza di resistere a pressioni indebite».

È d’accordo sulla proposta di abolire l’Ici avanzata da Berlusconi?
«Siamo d’accordo sul metodo: bisogna presentare un programma costituito da progetti di legge sottoforma di articolato da approvare nel corso dei primi 100 giorni. Già oggi abbiamo iniziato a preparare la nostra parte, cioè federalismo, sicurezza e immigrazione e infrastrutture. L’Ici va benissimo ma evitiamo di fare l’errore di costringere i Comuni ad aumentare le tasse. Bisogna, contestualmente, dare loro la compartecipazione nel gettito di Irpef e Iva».

Silvio Berlusconi ha preannunciato di voler «chiamare tutti a un atto di responsabilità» dopo le elezioni.
«Un gesto importante e coraggioso da parte di chi potrebbe dire il contrario e ne avrebbe tutti i diritti visto che nel 2006 aveva ricevuto solo rifiuti e insulti. È una proposta che gli fa onore e sulla quale siamo d’accordo se parliamo di riforme istituzionali che devono essere condivise. Per il resto, la maggioranza sarà così larga e forte che non avrà bisogno dell’opposizione per attuare il piano di governo».