Maroni frena sulle badanti: "Non ci saranno sanatorie"

Stop alle ipotesi di una regolarizzazione: "C’è solo l’espulsione e il reingresso con un contratto di lavoro"

da Roma

Giallo sul piano «salva badanti» del governo. Ieri alcuni organi di stampa hanno anticipato un testo allo studio dei ministeri del Welfare e delle Pari opportunità, che prevedeva la regolarizzazione degli extracomunitari che vengono a lavorare in Italia per fare assistenza alle famiglie, ma limitava il campo a quelli che assistono anziani ultrasettantennni e le persone affette da gravi patologie e quindi non autonome. Un testo che sarebbe concordato dal ministro Mara Carfagna e da Maurizio Sacconi. Solo che quest’ultimo ha negato l’esistenza di un piano già pronto. Si tratta quindi «solo di un’indiscrezione giornalistica e resta tale. Gli atti di governo sono tali solo se sono compiuti e se non lo sono, sono esercizi interni che non giudico. I cittadini - ha concluso Sacconi - vogliono giudicare solo atti concreti».
Ancora niente di definitivo, quindi. Anche perché nel governo non tutti vedono di buon occhio una misura di questo tipo. A partire dal ministro dell’Interno Roberto Maroni: «Chi è entrato clandestinamente in Italia è clandestino, punto e basta». Va quindi respinta ogni «sanatoria generalizzata», compresa quella per le badanti. Ed ancora: «Se qualcuno non mi convince del contrario, io rimango sempre della mia opinione: no ad ogni sanatoria generalizzata. Opinione che tra l’altro - tiene a dire il ministro leghista - era nel programma di governo».
Il nodo è quello di una possibile deroga all’ultimo decreto flussi. Attualmente sono stati previsti 170mila ingressi a fronte di 700mila domande. E nelle settimane scorse era stata prospettata la possibilità di esaminare altre 405mila domande, seguendo comunque criteri molto rigidi.
Materia delicata. Perché, oltre alle posizioni di chi è contrario a qualunque tipo di sanatoria, ci sono le pressioni di chi invece pensa che i flussi previsti dai decreti siano insufficienti. E considerano troppo restrittiva anche la proposta filtrata ieri. È il caso delle Acli: «È incomprensibile e inaccettabile - sostiene l’associazione cattolica - l’esclusione delle colf e delle baby sitter dalla proposta di regolarizzazione». Il 75% delle circa 410mila richieste di assunzione di lavoratrici domestiche riguarda infatti le colf e solo il 25% le cosiddette badanti, che da contratto svolgono il ruolo di assistenti familiari. Se per Maroni il provvedimento equivarrebbe a una sanatoria, per il segretario del Pd, il testo ipotizzato ieri è troppo restrittivo: il governo colpirà decine di migliaia di badanti che «svolgono una funzione sociale» nelle famiglie italiane. Non è ovviamente d’accordo Maroni: «Non riesco a individuare la figura del quasi-clandestino. Se uno è entrato in Italia illegalmente è un clandestino e l’unico modo per sanare la situazione e che torni nel suo Paese e rientri in Italia con un regolare contratto di lavoro».