Maroni: "I No Tav hanno intenzione di uccidere"

L'annuncio choc del ministro dell’Interno: "Nella sede dei manifestanti sequestrati arpioni e bombe molotov". La replica degli antagonisti: "Le frasi del responsabile del Viminale sono solo bassa provocazione"

Roma - Pietre, arpioni, funi. Ma anche molotov. Tra i manifestanti che venerdì notte hanno tentato di forzare i cantieri Tav in val di Susa qualcuno «ha intenzione di uccidere». Ha commentato così ieri da Varese il ministro dell’Interno Roberto Maroni il violento assalto alle transenne che proteggono i lavori dell’alta velocità piemontese. Un commento che si rifà, spiega Maroni, a una valutazione «del sindacato di polizia Sap», che dice «che questi (manifestanti ndr.) hanno intenzione di uccidere: io temo che sia così, perché quando si prendono le bombe carta, le molotov, i massi da lanciare addosso a poliziotti e carabinieri, si ha intenzione di uccidere».

Il Viminale è in contatto costante con la prefettura di Torino e con la Digos, che attribuisce ai movimenti No Tav anche le contestazioni avvenute alla festa del Pd di Genova: «Io lo avevo già detto e lo ribadisco - ha proseguito Maroni alla Fiera di Varese - però siamo assolutamente determinati e in grado di gestire la situazione. Andiamo avanti, questi si rassegnino, l’opera continuerà». Sul suo tavolo al ministero ci sono ora «una serie di valutazioni che mi sono state sottoposte dalla Prefettura di Torino in occasione dell’ampliamento del cantiere che ci sarà, quindi valuterò, seguiamo ora per ora l’evoluzione della situazione in Val di Susa».

«Sono affermazioni azzardate e provocatorie», risponde uno dei leader del movimento No Tav, Alberto Perino. «Rispediamo le accuse al mittente», risponde il coordinamento dei comitati, accusando la polizia di lanciare pietre e «lacrimogeni ad altezza uomo». Ma la preoccupazione del titolare del Viminale è condivisa se non in tutto, almeno in parte, anche da frange del Pd. «Non sappiamo se qualcuno, come affermato oggi da Maroni, stia cercando di farci scappare il morto - dice il parlamentare democratico Emanuele Fiano, presidente del forum sicurezza del partito di Bersani - Sappiamo però che le istituzioni dello Stato, forze dell’ordine, prefettura e magistratura devono riuscire con gli strumenti vigenti a impedire che ciò accada. Ieri notte, per l’ennesima volta, il cantiere Tav ha subito un attacco di tipo squadristico e teppistico».

Secondo il parlamentare piemontese del Pdl Osvaldo Napoli «in Val di Susa è guerra contro lo Stato, e ha ragione Maroni: chi contesta con questi metodi cerca di uccidere». Le aggressioni di venerdì notte sono state «premeditate».

Problemi legati all’ordine pubblico, Maroni non lo nasconde, potrebbero scattare anche nelle città come reazione alla manovra economica. E’ successo anche in altri Paesi. La stagione difficile potrebbe essere «l’autunno», ma Maroni si definisce «tranquillo». Su questo punto è già partito il confronto con il capo della polizia Antonio Manganelli e finora le parole che trapelano sono: «prudenza» e «fermezza».

La manovra di pareggio del bilancio, ciò che è stato inserito finora nel decreto ora all’analisi della Camera, è «sufficiente», a suo parere. «Ciò che manca è un ruolo più attivo dell’Unione Europea», rivendica il ministro. La proposta di Giulio Tremonti, «un sistema europeo di gestione, i cosiddetti Eurobond», consentirebbero alla Ue di «dimostrare che c'è». E’ critico Maroni con la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia: «C’è un po’ di confusione, un po’ di contraddizione in giro, non so se sia la stessa che qualche giorno fa aveva detto che la manovra andava bene». E comunque il testo è stato scritto e approvato già dal Senato: «Tutto si può dire, quindi, tranne che alla fine il Governo non ha deciso». Le pensioni di anzianità, ha aggiunto sempre in risposta a Confindustria, «non si toccano». E’ «una bandiera ideologica sventolata da Confindustria».

L’abolizione delle province è invece decisa, e la Lega conferma il suo assenso: «La decisione del governo è presa e andiamo avanti. Ci abbiamo ragionato a lungo e convinceremo gli scettici e i contrari». La scelta di ridurre infine da sei a quattro miliardi i tagli agli enti locali, deve, a parere del ministro leghista, premiare di più i Comuni «perchè hanno un rapporto diretto con i cittadini, si occupano di spesa sociale e politiche sociali». Questa sarà la sua richiesta a Berlusconi.

Infine il sempre aperto caso Battisti: il pluriomicida che il Brasile non vuole estradare «avrebbe bisogno di un Tso (trattamento sanitario obbligatorio ndr.) - valuta Maroni - Spero che si riesca a riportarlo in Italia e non escludo che questo possa avvenire».