Maroni incontra le parti sociali Intesa difficile

da Roma

Uno sconto fiscale per le spese matrimoniali, e anche per le piccole riparazioni domestiche. Spunta, nel menù della prossima legge finanziaria, la possibilità di dedurre dall’imponibile parte delle spese di manutenzione della casa - o anche delle spese eccezionali, come quelle d’un matrimonio o legate alla nascita di un figlio - purché a fronte della spesa venga rilasciata regolare ricevuta fiscale. Potrebbero essere dunque l’idraulico, il muratore o il ristoratore a pagare un po’ di tasse in più per consentire all’utente di versare un po’ di imposte in meno. La lotta all’evasione fiscale si fa anche così, contrapponendo gli interessi delle diverse categorie.
Come sempre accade in tempi di preparazione della Finanziaria, negli uffici del ministero dell’Economia si fanno ipotesi e simulazioni. Soltanto se si proverà che le spese dello «sconto fiscale» potranno essere coperte dal maggior gettito proveniente dal reddito emerso alla luce, allora il progetto potrebbe far parte della Finanziaria. In ogni caso, la lotta all’evasione è uno dei capitoli principali della manovra 2006, e sarà attuata con l’aiuto degli enti locali. I Comuni potrebbero aver accesso all’anagrafe tributaria per verificare, ad esempio, se gli affitti sono stati regolarmente dichiarati.
Lotta all’evasione, dunque, ma anche lotta agli sprechi. Le voci di spesa saranno controllate attentamente, e sono previste sforbiciate per 4 miliardi di euro nell’amministrazione centrale (ministeri ed enti pubblici) e di 3 miliardi in periferia (Regioni, Comuni, eccetera). Fra le misure allo studio anche la chiusura di una delle tre finestre di pensionamento annuali: misura che, secondo primi calcoli, farebbe risparmiare quasi un miliardo e mezzo in due anni. L’ipotesi è stata però smentita da via XX Settembre.
Rientrato dalla riunione dell’Ecofin a Manchester, il ministro dell’Economia Domenico Siniscalco trascurerà nei prossimi giorni il caso Fazio per dedicarsi quasi completamente alla preparazione della Finanziaria, che dev’essere pronta entro il 30 settembre. In settimana sono previsti numerosi incontri tecnici, e con i titolari di vari dicasteri.
Nella stesura delle misure, il ministro deve tener conto di tre paletti: il primo è quello europeo, con l’obbligo di ridurre il deficit tendenziale per un ammontare di circa 11 miliardi e mezzo di euro; il secondo è rappresentato dall’impegno a tagliare parte dell’Irap, per un importo fra i 4 e i 5 miliardi di euro. Ci sono poi da finanziare gli interventi a favore dello sviluppo. Si parte dunque da una cifra di 17-18 miliardi di euro. Ma nella stessa maggioranza si sono levate voci per accusare Siniscalco di eccessiva prudenza: l’importo complessivo della manovra 2006 potrebbe dunque lievitare, superando quota 20 miliardi. Il terzo paletto è rappresentato dalla promessa ribadita da Silvio Berlusconi alla Fierra del Levante: non si toccherà la tassazione sulle rendite finanziarie, nessuna imposta verrà aumentata. Dunque, le risorse devono provenire da tagli di spesa. A meno di non far ricorso all’ennesimo condono, stavolta sui contributi previdenziali. Siniscalco è contrario alle misure una tantum; ma potrebbero anche non esservi alternative praticabili per drenare nuove risorse.
Resta, infine, il capitolo degli aiuti alle famiglie più deboli per affrontare i rincari della spesa energetica (benzina per l’auto, riscaldamento per la casa, luce elettrica) provocati dall’aumento dei prezzi petroliferi. A Manchester, Siniscalco ha ipotizzato interventi da decidere «anche prima della Finanziaria». La questione è all’esame del ministero dell’Economia.