Maroni: "In Italia non c'è allarme razzismo"

Rispondendo al <em>question time</em> alla Camera il ministro dell'Interno ha detto che il governo &quot;non sottovaluta&quot; i recenti episodi di
razzismo avvenuti nei confronti di immigratima che &quot;bisogna evitare gli allarmismi&quot;. Sulle politiche di integrazione &quot;siamo a livelli di eccellenza&quot; a livello europeo

Roma - Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha detto che il governo "non sottovaluta" i recenti episodi di razzismo avvenuti nei confronti di immigrati ma che bisogna evitare gli "allarmismi" che sono talvolta frutto di "strumentalizzazioni". Il titolare del Viminale, rispondendo al question time alla Camera a una interrogazione dell’onorevole Michele Vietti dell’Udc, ha ribadito che non "c’è un allarme razzismo in Italia", sottolineato che quotidianamente forze dell’ordine e magistratura sono impegnate a contrastare "episodi di criminalità di tutti i tipi".

"Alcuni di questi - ha proseguito Maroni - possono essere ricondotti ad una matrice di tipo razzista, ma non tutti quelli che sono stati denunciati come episodi di stampo razzista tali da invocare un’emergenza, sono riconducibili a quella matrice".

Sulla integrazione degli immigrati Maroni ha tenuto a sottolineare che le politiche del nostro paese sono ad un livello di "eccellenza tanto che recenti studi della Commissione europea dicono che l’Italia è al settimo posto tra i 25 paesi considerati nelle politiche dell’integrazione e addirittura, tra le cinque nazioni con il più alto tasso di popolazione immigrata, per queste politiche l’Italia risulta prima".

Maroni ha citato alcuni dati: nel 1987, gli immigrati nel nostro Paese erano poco più di 500 mila, quest’anno sono poco più di 3,5 milioni. Quindi, ha concluso: "Stiamo svolgendo politiche di integrazione vere e reali, il resto sono allarmi o allarmismi che non corrispondono alla realtà e che dovrebbero essere francamente evitati".