Maroni: "Linea dura". E vieta San Siro agli ultrà del Catania

Giro di vite del ministro degli Interni contro il tifo violento: "Stop alle trasferte se i rischi di scontri sono elevati"

Roma - Trasferte bandite per un anno a tutte le tifoserie che si renderanno protagoniste di nuovi episodi di violenza, partite ad alto rischio senza tifosi ospiti (che potrebbero essere più di venti in A, ndr), addirittura a porte chiuse quelle ad altissimo rischio, stop alle deroghe per gli stadi non a norma. In un’audizione alla commissione Affari costituzionali del Senato, il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha promesso linea dura e «tolleranza zero» contro i violenti delle curve. Si comincerà già il prossimo weekend: al divieto di trasferta per i tifosi della Fiorentina, si aggiunge quello per i supporter del Catania che dovevano recarsi a San Siro.

In pratica una «correzione» di quanto stabilito dell’Osservatorio e del Casms, il comitato di analisi che il ministro varò a Ferragosto, che avevano autorizzato la trasferta dei siciliani con la formula «biglietto-titolo di viaggio». Oggi i due organismi torneranno a riunirsi per ratificare la decisione di Maroni. Che davanti alla commissione del Senato ha ricostruito i fatti del 31 agosto in occasione di Roma-Napoli. Il ministro dell’Interno ha assolto prefetto e questore partenopei che si sono trovati a gestire «una serie eccezionale di avvenimenti»; ha parlato di un errore «a monte», ovvero il via libera dell’Osservatorio ai sostenitori partenopei nonostante fosse una partita a rischio. Inoltre, ha precisato ancora Maroni, «è stato sbagliato far partire il treno per Roma alle 12.30, sapendo che sarebbe arrivato tardi, e aver consentito il ritorno dei tifosi sui treni in una domenica di grande rientro». Secondo il ministro, le Ferrovie avrebbero dovuto prevedere convogli speciali.

Maroni ha poi confermato le infiltrazioni camorristiche tra i supporter che hanno partecipato alla trasferta romana: «Dei 3.096 tifosi, 810 hanno precedenti e 27 sono appartenenti o contigui alla camorra. Un numero così elevato di criminali è un moltiplicatore di violenza». Maroni ha ancora confermato delle «contiguità» tra alcune tifoserie e organizzazioni paramilitari e che la situazione viene «monitorata continuamente». Dunque, si applicherà la linea dura. «La sicurezza dei cittadini e delle forze dell’ordine è la cosa più importante, il resto viene dopo. Da oggi interverrò quindi per dare indicazioni precise: elevati profili di rischio per me significa stop a trasferte o porte chiuse». Ed ecco il veto ai tifosi etnei diretti a Milano. «A Catania si è sbagliato e si è pagato, ora la città non può pagare le colpe di altri - commenta il sindaco Stancanelli - e non accettiamo decisioni pregiudizievoli, ma sono certo che i tifosi daranno ancora una volta una dimostrazione di civiltà». Molto probabile che il 21 saranno bloccate le tifoserie di Pisa (derby a Livorno) e Bologna (sfida a Firenze).

Tolleranza zero anche per gli stadi non a norma. «Al momento sono quasi tutti in regola, ma chi non lo è non avrà più deroghe - annuncia il responsabile del Viminale -. Dove l’impianto è inadeguato, porte chiuse o campo neutro». E qualcosa cambierà anche a livello normativo: nel ddl sulla sicurezza verranno inseriti degli emendamenti per punire più severamente chi aggredisce le forze dell’ordine e anche per definire i rapporti tra giustizia sportiva e autorità di sicurezza. Ad esempio, fa notare Maroni, «la decisione del giudice sportivo di chiudere le curve del San Paolo è stata presa in totale autonomia ma, inevitabilmente, ha influenza sulla gestione dell’ordine pubblico: bisogna evitare che quest’influenza sia negativa».

E oggi alle 12 il Viminale lancerà anche un’iniziativa di comunicazione contro la violenza negli stadi. Da domani su reti tv, siti dei club, maxischermi degli stadi di A e sale cinematografiche sarà diffuso uno spot di 30 secondi, realizzato dal ministero con la Polizia, nel quale saranno contrapposte immagini di violenza e buone iniziative calcistiche.