Maroni: «Lombardia candidata all'Olimpiade del 2028»

Antonio Ruzzo

«Ammesso che ci sia una sola città in Italia che voglia candidarsi, io non parto se non ho certezza che tutte le persone che hanno certi tipi di ruoli istituzionali siano concordi. Non voglio partire con un altro onere addosso...». Questo nell'ottobre di tre anni fa era il messaggio del presidente del Coni, Giovanni Malagò sulla via di Olimpia. Ed era un messaggio chiaro, quasi un ultimatum che imponeva una scelta tra Roma e Milano: basta liti, basta tira e molla , basta guerre di campanile altrimenti il Coni non avrebbecominciato nemmeno il viaggio complicato che avrebbe portato alla candidatura italiana. In tre anni però è cambiato tutto. Il vento grillino ha spazzato via la «vecchia» classe politica romana e Virginia Raggi ha deciso che quei Giochi 2024 a Roma non «s'avevano da fare...». Addio candidatura. Ed ora la storia ricomincia. Perchè in Lombardia la voglia c'è. Perchè ora il campo è libero. Perchè la sfida vera forse non è «non fare» ma «fare» dimostrando che si può essere capaci. (...)