Maroni questa sera interviene a Vieni via con me

Il ministro dell'Interno leggerà l'elenco dei boss arrestati. Ieri alla trasmissione "In 1/2 h" dell'Annunziata ha ribadito che le accuse di Saviano sono infamanti e che la Dia hanno escluso legami trapolitici della Lega e 'ndrangheta

Roma - È partita dal salotto di Lucia Annun­z­iata la controreplica del ministro dell’Inter­no Roberto Maroni alla provocazione dello scrittore Roberto Saviano sulla mafia che corteggia la Lega al Nord. Questa sera Maro­ni leggerà, ospite dello stesso Saviano e di Fabio Fazio alla terza puntata di Vieni via con me, un elenco di tre minuti su tutti i lati­tanti arrestati in due anni e mezzo dalle for­ze di polizia durante il governo Berlusconi.

Ieri, sempre sulla Rai, dalla Annunziata, a In 1 /2 h , la prima risposta da parte del mini­stro: Maroni ha parlato di mafia ma anche di stabilità di governo, del caso Ruby («tutto si è svolto regolarmente» e «io non ho mai fat­to né farò telefonate...), del lavoro del Vimi­nale, con l’avvertimento a Berlusconi: «due o tre voti» di scarto per la maggioranza «non ci bastano», la Lega non vuole che questo esecutivo faccia «la fine del governo Prodi». A Lucia Annunziata,il ministro ha spiega­to che l’accusa di Saviano per lui è stata dav­vero «infamante»:«Un’accusa così infaman­te per me, così inaccettabile, che ho reagito. È per questo che mi sono arrabbiato».

Il rap­porto della Dia sulle infiltrazioni mafiose al Nord, ha chiarito il titolare dell’Interno, «contiene decine di casi in cui sono coinvol­ti amministratori locali di molti partiti, ma nessuno della Lega. Il mio partito non ha esponenti politici arrestati o indagati per ’n­drangheta». Il contrasto alla criminalità or­ganizzata «sta vivendo una stagione senza precedenti» e questo «nonostante le ristret­tezze economiche». I risultati sono «straor­dinari », come «straordinaria» è la «squa­dra »: e qui il ministro ha lodato i vertici di carabinieri, polizia e finanza. Poi un annun­cio economico importante: «Nella Finanzia­ria ci sono più fondi per il comparto sicurez­za e abbiamo recuperato alla criminalità or­ganizzata oltre 2,2 miliardi che dal gennaio dell’anno prossimo saranno a disposizione delle forze dell’ordine».

I problemi giungono però dalla tenuta del­la maggioranza: «Abbiamo avvertito Berlu­sconi », non si può stare «appesi a due o tre persone». Il 14 dicembre, giorno del voto di fiducia alla Camera, «la Lega sarà compatta come sempre. Il Pdl? «Non lo so. Non faccio previsioni». Montezemolo? «Lo stimo, ma si governa con i voti».

Mara Carfagna? «Abbia­mo fatto cose importanti insieme, la apprez­zo e la stimo». La questione è però tutta «in­terna al Pdl». E Dell’Utri? Se in Cassazione «la sentenza sarà confermata, sarà una cosa grave, andrà in galera». Infine Maroni non ha smentito la ricostruzione fornita in aula sul caso Ruby, la diciottenne protagonista dell’ultimo scandalo sessuale che ha coin­volto il premier: «La questura, gli uomini e le donne della questura, si sono comportati di­rettamente ». E ha concluso: «Dopodiché io non ho mai fatto e non farò mai telefonate nemmeno per qualche mio amico a cui han­no sospeso la patente perché andava a 140 all’ora».