Maroni: "Ritirare la patente ai condannati per reati di droga"

Il ministro dell’Interno ha annunciato le linee guida per
contrastare la diffusione delle sostanze stupefacenti: "Stroncheremo lo spaccio
svuotando la vasca, ma anche chiudendo i rubinetti". E promette: "Colpiremo il fenomeno con durezza assoluta"

Milano - "Stiamo pensando di introdurre il ritiro totale della patente per chi viene condannato in modo definitivo per reati legati agli stupefacenti, e di impedire il conseguimento del documento di guida, una volta compiuti i 18 anni, per i minorenni condannati per reati di droga". Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha annunciato oggi quattro ipotesi principali per contrastare la diffusione delle sostanze stupefacenti. "Il contrasto alla diffusione delle tossicodipendenze e del traffico di droga lo faremo svuotando la vasca ma anche chiudendo i rubinetti".

Delimitazione precisa tra consumo e spaccio Una delimitazione più precisa tra spaccio e consumo è un emendamento che potrebbe essere molto efficace per combattere la vendita e prevenire l’assunzione. Maroni ha ricordato che l’80 per cento dei condannati a pene definitive per reati connessi agli stupefacenti sono immigrati clandestini e, dunque, "una lotta ancora più serrata alla clandestinità" è destinata a colpire anche lo spaccio di droga. Il ministro ha inoltre riferito della possibilità di dare vita a "squadre investigative comuni internazionali, previste dalle leggi ma mai finora attuate per dare ad esempio la possibilità di indagare in altri Paesi senza il bisogno di passare dalla richiesta di rogatorie, che sono meccanismi spesso lunghi e inefficaci".

Il ritiro della patente Maroni ha sottolineato l’ipotesi di una sanzione accessoria che riguarderebbe il ritiro della patente di guida o la sua non concessione ai minorenni in casi di coinvolgimento in questioni legate agli stupefacenti: "Una proposta forte, ma da valutare". Nel Ddl sulla sicurezza attualmente ancora allo studio si ipotizzano, poi, una serie di modifiche ad alcune norme attualmente in vigore come per esempio quella sul patteggiamento e altre modifiche "estremamente tecniche". Il ministro ha sottolineato la necessità di "colpire con assoluta durezza i circuiti dello spaccio, attraverso un miglioramento dei meccanismi di aggressione a questo fenomeno, che negli anni si è sviluppato e trasformato". "Bisogna disincentivare i giovani - ha concluso Maroni - a fare uso di droga".