Maroni scatta la foto alla folla e avverte: «Con noi anche chi non ci ha votato»

Parla subito prima del capo, il che lo consacra numero due. Roberto Maroni esordisce telegraficamente: «Non molleremo mai». Lo slogan è «tolleranza zero», e il ministro dell’Interno garantisce che «ci arriveremo» perché quella per la sicurezza e il federalismo fiscale «è una battaglia di civiltà prima che politica». «In due settimane abbiamo fatto il lavoro che Prodi non ha fatto in due anni. Le accuse di razzismo e xenofobia sono tutte balle di chi non vuole accettare che adesso la musica è cambiata». Maroni è uomo di certezze, dal suo vocabolario è sparito il condizionale, tutti i verbi sono all’indicativo: «Vinceremo tutte le resistenze, dai magistrati all’Unione europea. Non arretreremo di un millimetro, tutto ciò che abbiamo fatto è giusto. Abbiamo il sostegno anche di chi non ci ha votato. Il federalismo fiscale è la nostra battaglia della vita. È nelle mani di Bossi: a lui affidiamo il nostro destino». Poi estrae la macchina fotografica e immortala la folla.