Maroni: «Tolleranza zero per i rom irregolari»

«Già avviata l’identificazione: chi non è abusivo vivrà in condizioni umane, gli altri rispediti a casa»

da Roma

Zero tollerance sui campi nomadi abusivi. La annuncia Roberto Maroni. «Su tutto ciò che è abusivo, illegale, si deve intervenire. Tutto ciò che è legale, va mantenuto e sostenuto», osserva il ministro dell’Interno.
Il governo conta di affrontare la questione nomadi partendo da tre regioni: Lombardia, Lazio, Campania. «Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) è iniziata l’azione di identificazione di chi vive nei campi abusivi. Abbiamo un programma d’azione - sottolinea - che in pochi mesi porterà alla soluzione della questione: chi ha diritto di stare, vivrà in condizioni umane; chi non ha diritto verrà rispedito a casa».
Il problema dei campi nomadi abusivi era sorto già con il governo Prodi. Dopo la morte di Giovanna Reggiani, uccisa da un cittadino romeno in un campo nomadi abusivo sulle sponde del Tevere, alcune favelas lungo il fiume vennero rimosse. Dopo pochi giorni, però, gli insediamenti si erano riconsolidati per l’affluenza di nuovi nomadi.
Ed ora il governo Berlusconi vuole rimuovere il problema una volta per tutte; favorito anche dall’introduzione del «pacchetto sicurezza», che favorisce i rimpatri, gli allontanamenti, le espulsioni.
Maroni parla a Venezia, a margine di un blitz realizzato per verificare la situazione dopo l’occupazione «della sede di Mestre della Lega Nord da parte di gruppi no global. Ma sarei venuto - precisa - anche se fosse stata occupata la sede di un altro partito».
Ed aggiunge: «Quindi la mia visita qui non ha niente a che fare con il campo sinti di Mestre». Il campo sinti di Mestre dovrebbe diventare un campo nomadi in grado di accogliere alloggi per una quarantina di famiglie e da giorni è al centro di vivaci polemiche.
In mattinata, prima di volare a Venezia, Maroni ha incontrato Walter Veltroni, per discutere della situazione sicurezza nell’area di Caserta, dopo l’omicidio di Michele Orsi a Casal di Principe. Il leader del Pd ha proposto al ministro due progetti. Il primo: un patto per la sicurezza a Caserta per rafforzare l’azione di istituzioni locali e forze di polizia e la creazione di una stazione unica appaltante. Il secondo: spezzare l’intreccio tra imprenditori e criminalità.
Iniziative sulle quali Maroni, secondo Veltroni, «si è detto favorevole e quindi – ha aggiunto il leader del Pd – si concretizzeranno e mi sembra un modo giusto per considerare il rapporto fra governo e maggioranza». Le indicazioni del Pd, evidenzia Maroni, «vanno esattamente nella direzione in cui si sta muovendo il ministero».