Maroni: "Veltroni? Al Nord il clientelismo non funziona"

Il capogruppo della Lega alla Camera attacca il segretario del Pd: "Offre poltrone in cambio di voti, ma la gente qui non si è dimenticata di Prodi e Visco". Il pullman di Walter?
"Un romano che fa un giro turistico. Ci considera la periferia
dell’Impero"

Allora, onorevole Maroni, è preoccupato?
«E di cosa, scusi?».

Di Veltroni, che sta battendo provincia per provincia tutto il Nord...
«Ahhhhh!!!!!».

Che cosa?
«Ma no, quello è un romano che sta facendo un giro turistico».

Nessuna preoccupazione? Ha detto che ama Milano...
«Sì, lui ama Milano ma anche Roma; è un grande tifoso del federalismo, ma anche del centralismo; si entusiasma per la raccolta differenziata, ma anche per i rifiuti... ».

Non è che lei ostenta tranquillità, ma è un po’ dispiaciuto per il fatto che Veltroni le ha scippato Calearo?
«No, lasci perdere, quella storia mi mette tristezza».

Per Veltroni o per Calearo?
«Per tutti e due. Sono stato a pranzo con Calearo solo pochi giorni prima che annunciasse la candidatura nel Partito democratico».

È rimasto deluso da lei ed è corso verso Veltroni?
«Macché, sono io che sono rimasto stupito di lui: ne diceva così tante e di tutti i colori su Prodi, su Visco e sul centrosinistra, che al momento del conto mi sentivo un moderato. Certo non potevo pensare che si candidasse nel partito di Prodi».

E come se lo spiega?
«Ahimè, con una tradizione italiana: è una delle tante operazioni Gattopardo che anziché far guadagnare voti ne fa perdere molti».

È sicuro?
«Guardi, li incontro tutti i giorni, sono gli operai che voteranno Lega, delusi dalla sinistra che arruola strumentalmente i padroni».

Però, lo ammetta, vi sentite un po’ scippati...
«Nooooo... È lui che non capisco che cosa vada a fare, visto che fino a ieri propugnava lo sciopero legale. Quanto a Veltroni...».

Beh, lui la mossa azzeccata l’ha fatta.
«Ma che dice: dimostra ancora una volta di considerare il Nord come se fosse la periferia dell’Impero Romano. E si illude che qui da noi funzioni la logica clientelare dei Mastella e dei De Mita. Io ti do le poltrone e tu mi dai i voti. Beh, scoprirà dopo le elezioni che funziona solo da Roma in giù».

E intanto il candidato premier del Pd ha anche detto che vuole un ministro veneto!
«Se... Figurarsi. Ci dà il contentino».

E se vincete voi ci sarà?
«Guardi, lo sanno tutti che se fosse per me, si dovrebbero fare dodici ministri del Nord su dodici, anche perché un governo a trazione nordista andrebbe davvero veloce».

E invece?
«Non saranno sicuramente tutti, saranno un bel po’. Ma quello che conta è che le idee siano quelle giuste».

Ciò non toglie che non mi ha ancora detto se è preoccupato per il tour di Veltroni.
«Ma si è visto proprio ieri, per esempio, che le truppe cammellate che si portano in giro non possono impressionare nessuno».

Perché ieri?
«Perché quando si è spostato da Varese, dove aveva fatto il pieno, a Como...».

Cosa è successo?
«Eh, eh, eh, evidentemente i pullman delle truppe cammellate sono rimasti a secco e la sala non era piena».

Insomma, Veltroni non la convince per niente.
«Più che altro dimostra di quanto sia disperato il suo tentativo di rimonta. La gente del Nord non si è dimenticata di Prodi e di Visco».

Però la campagna elettorale è molto combattuta...
«Figurarsi, hanno montato un can can su quella balla di Berlusconi e della precaria. È davvero una vergogna, una strumentalizzazione totale, soprattutto perché fatta da chi ha aumentato la precarietà».

E la Lega come la vede?
«C’è l’aria migliore. Si respira entusiamo. Recuperiamo anche molti elettori di Forza Italia e di An, scontenti perché l’operazione del partito unico è stata fatta molto velocemente».

Si preoccuperanno Fini e Berlusconi.
«E invece no, perché non funziona così tra noi e Berlusconi, non c’è rivalità, teniamo i voti nell’alleanza e li useremo per fare il federalismo».

E il fatto di avere alleata una Lega del Sud non vi preoccupa?
«Anzi, è una cosa che ci aiuta. Una forza che spieghi al Sud che il federalismo non è contro il Sud ci aiuta a vincere».

Insomma, lei sprizza ottimismo da tutti i pori.
«Noto che, dopo una prima parte della campagna elettorale, la sinistra è costretta a inseguire. Veltroni è un buon illusionista, ma per far sparire il ricordo di Prodi non basterebbe neanche un miracolo».