Marrazzo costretto a tagliare (dai posti letto agli assessori)

Blocco del turnover, taglio ulteriore dei posti letto e razionalizzazione dei costi delle Asl. Questa la ricetta che dovrà seguire la Regione Lazio per riuscire a rispettare le richieste fatte dal Governo e contenute nella missiva inviata dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sabato 7 giugno. Trenta giorni di tempo: entro il 7 luglio il presidente della Regione, Piero Marrazzo dovrà dare a Palazzo Chigi il segnale di un cambio di passo nell’opera di risanamento del sistema sanitario regionale.
La Regione dovrà confermare il blocco del turnover: una scelta obbligata che però trova la netta contrarietà dei sindacati. Le organizzazioni a più riprese hanno denunciato la mancanza di personale che da mesi affligge le aziende sanitarie e ospedaliere, soprattutto per quanto riguarda il settore infermieristico che, come hanno ricordato nei giorni scorsi Cgil-Cisl e Uil, è «costretto ad estenuanti turni di lavoro». Sul fronte dei posti letto la Regione Lazio ha portato avanti una politica di riduzione che sfiora il 7,7%: un risultato incoraggiante ma che ancora non basta. Nelle prossime settimane la Giunta dovrà mettere in atto provvedimenti strutturali che riguarderanno i piccoli ospedali: chiusura o trasformazione in presidi di primo soccorso.
Altro punto nodale i costi delle Asl. La Regione dovrà stringere ulteriormente la cinghia in una fase in cui i direttori generali delle aziende sono alle prese con la chiusura dei bilanci e con la verifica di fine collaborazione che avverrà nel mese di agosto. Nel tentativo della Regione volto a scongiurare la nomina di un commissario ad acta restano comunque molte insidie, a cominciare dai ricorsi al Tar. In totale sono stati 44 quelli presentati da varie associazioni di categoria contro alcune delibere del Piano di rientro. Per oggi è prevista la sentenza relativa al ricorso presentato dalle associazioni dei laboratori privati Anisap e Federlazio.
Tra l’altro Marrazzo ha ora il problema di ricompattare la sua maggioranza che mostra segnali di cedimento e insofferenza anche in seguito al siluramento di Battaglia. Il primo passo del non facile tentativo di «tenere insieme le anime della coalizione», potrebbe essere un rimpasto di giunta con la riduzione del numero degli assessori che da 16 potrebbero passare a 12 o 13. Fra un mese, quando Marrazzo smetterà i panni del garante della sanità del Lazio per passare la mano ad un nuovo assessore, potrebbero crearsi le condizioni per far entrare nella giunta un rapèpresentante dell’Italia dei valori. Tra le ipotesi più accreditate per la sanità resta comunque la nomina di Esterino Montino che, a sua volta, cederebbe la delega dell’Urbanistica ad un Pd di area popolare, persona gradita all’ex ministro Giuseppe Fioroni (ma si parla anche di Mario Di Carlo in corsa però per la poltrona di segretario regionale del Pd, nomina in calendario per la stessa data).