Marrazzo dà a Veltroni i superpoteri

Di certo, l’unico «potere speciale» è quello che Veltroni ha su Marrazzo. Tant’è che in un «batter baleno» il «numero 1» al Campidoglio ottiene dal suo compagno di squadra appena eletto alla Pisana quel che a Storace aveva negato per anni. Ovvero l’accordo sulle deleghe in materia di traffico e mobilità. Il lasciapassare, insomma, per mettere in cantiere a tempi di record programmi di riorganizzazione e realizzazione di strade, parcheggi, corsie preferenziali, per acquistare nuovi mezzi pubblici, ma anche per sguinzagliare gli ausiliari della Sta a caccia di «soste selvagge» persino in aree non delimitate dalle famigerate «strisce blu. Un atto «dovuto», insomma. E talmente impellente da non informare neppure il consiglio regionale di quanto stava accadendo. «In 15 anni di centrosinistra - afferma Sergio Marchi, capogruppo di An in Comune - la gestione della mobilità a Roma è stata pressoché disastrosa. Non a caso Veltroni si è anche beccato il richiamo del Santo Padre nel discorso di inizio anno. Molto si sarebbe potuto fare senza «super-poteri» se non si fosse preferita l’inattività, giocando a scaricare le responsabilità sul Governo e sulla Regione».