Marrazzo, ecco l’ennesima beffa «È costretto a restare in carica»

POLEMICA L’ira di Storace: «Prende pure 3mila euro come consigliere della Tor Vergata? Io non ho mai preteso soldi...»

RomaNon lascia, «raddoppia». Altro che dimissioni bluff, come abbiamo scritto ieri. Piero Marrazzo non soltanto è ancora in carica come consigliere regionale, ma addirittura continua a essere presidente della Regione Lazio. Con tutto ciò che ne consegue in termini di stipendi e indennità. A garantirlo è il suo avvocato Luca Petrucci. «Per legge - ha spiegato ieri Petrucci - Piero Marrazzo non può abbandonare la giunta regionale, deve restare in carica come presidente della giunta, ruolo che per funzione corrisponde alla carica di consigliere regionale». Il legale dell’ex governatore conferma pienamente quanto abbiamo anticipato: «Marrazzo risulta essere, per la carica di presidente della giunta - spiega Petrucci - il settantunesimo consigliere regionale. Se si dimette, non può essere sostituito da nessuno. Il presidente è obbligato a rimanere in carica fino alla proclamazione del nuovo presidente della giunta. Quindi Marrazzo non si può dimettere da consigliere regionale. E non può rinunciare allo stipendio, ma destina parte delle indennità, circa 7000 euro, in beneficenza».
La vicenda, alla quale si aggiunge la storia del doppio stipendio percepito dall’ex governatore in qualità di presidente della Fondazione Policlinico di Tor Vergata, ha provocato una serie di reazioni politiche. «Domani mattina - ha annunciato il senatore del Pdl Andrea Augello - presenterò un’interrogazione indirizzata al ministro Sacconi e al viceministro Fazio per sapere per quale stravagante motivo in questi anni la Fondazione del Policlinico di Tor Vergata abbia implementato la retribuzione dell’ex presidente Piero Marrazzo di circa 70mila euro lordi l’anno».
«Nella fretta di giustificare il vorticoso giro di denaro che sta emergendo dall’inchiesta sul tentativo di estorsione ai danni dell’ex governatore - ha spiegato Augello - l’avvocato Petrucci ha candidamente ammesso che Marrazzo percepiva un doppio stipendio: alla normale indennità, che gli era dovuta come presidente e consigliere regionale, ha aggiunto per anni quella di presidente della Fondazione del Policlinico di Tor Vergata. Statuto alla mano, questo secondo incarico spetta di diritto al presidente della Regione proprio per la funzione che ricopre, e per la quale è già indennizzato, e non giustifica l’erogazione di alcuna ulteriore indennità. Lo stesso vale per l’assessore alla Sanità. Infatti, nel Cda compare anche l’ex assessore Augusto Battaglia che non entrò in quel consesso per aver vinto un concorso pubblico ma semplicemente come assessore in carica».
Secondo Augello «se l’avvocato Petrucci non sta mentendo, e non avrebbe alcuna ragione di farlo, devo concludere che il presidente Marrazzo sia il primo nella storia delle Regione Lazio ad aver ricevuto un doppio stipendio per un incarico amministrativo derivante dalla sua funzione. Devo anche concludere che lo stesso sia accaduto con l’ex assessore Battaglia e che continui ad accadere nonostante non sia più assessore. Ovviamente su questa vicenda bisogna fare chiarezza ed è opportuno che se ne occupi anche la Corte dei Conti».
Contro Marrazzo ha sparato ad alzo zero anche il suo predecessore Francesco Storace: «L’ex presidente percepiva, a quanto è emerso, 20mila euro al mese. In quei 20mila ce n’erano 3mila che lui incassava come presidente della Fondazione Tor Vergata, carica che ricoprii anche io ma senza percepire né pretendere compensi».
Nel frattempo si aggravano le posizioni dei carabinieri accusati di aver ricattato Marrazzo: la procura di Roma starebbe infatti valutando nuove iniziative nei loro confronti, dato che i militari sono stati riconosciuti da alcuni viados che hanno presentato denunce per rapine (contante, computer e telefonini) subite nella stessa zona in cui abita Natalie, il trans frequentato dall’ex governatore.