Marrazzo, ecco quanto guadagnava nel 2005

Il fantasma di Piero Marrazzo continua ad aleggiare sulla Pisana. E questa volta non c’entra nulla lo scandalo a luci rosse che lo ha visto coinvolto. A incidere in questo caso è la sua posizione di consigliere regionale. Il presidente dimissionario della giunta regionale risulta infatti ancora nell’elenco dei componenti dell’assemblea della Pisana, virtualmente seduto tra gli scranni del gruppo che porta il suo nome: «Lista civica Pietro Marrazzo per il Partito democratico». Come sia possibile, viste le dimissioni da tutti gli incarichi strombazzate a destra e a manca, non è dato sapere. Prodigi della burocrazia. Comunque sia, proprio in virtù del mantenimento di questo suo incarico abbiamo avuto la possibilità di andare a spulciare sulla sua situazione patrimoniale al momento dell’insediamento nel lontano aprile di 4 anni fa. In ossequio a quanto previsto dalla legge 441/82 e dall’articolo 52 dello Statuto della Regione Lazio, la Pisana ha deciso di pubblicare on line, sul proprio sito, lo stato patrimoniale e i redditi degli assessori e dei componenti l’assemblea regionale sia relativi all’anno di insediamento - dati già disponibili - sia all’ultimo anno fiscale utile (2008), in attesa di pubblicazione. L’elenco è ben nutrito, ma qualche piccola falla c’è nella macchina della trasparenza amministrativa regionale: a mancare è - al momento - il profilo patrimoniale del vicepresidente della giunta - facente funzioni - nonché assessore all’Urbanistica Esterino Montino. Aspettiamo fiduciosi. Tornando al presidente della Regione, correva l’anno 2005. Piero Marrazzo aveva appena messo in soffitta, in via temporanea, la veste da giornalista e da scopritore di magagne e truffe a «Mi manda Rai 3» per dedicarsi, anima e corpo, alla politica. Il governatore del Lazio poteva già vantare un bel gruzzoletto nelle sue tasche. Per l’esattezza, dalla dichiarazione dei redditi del 2006, relativa all’anno precedente, risulta dalla sommatoria di tutti i redditi Irpef, un reddito complessivo pari a 190.916 euro che al mese fanno un soffio sotto i 16mila euro. Fatte le necessarie operazioni di deduzione e sottrazione di oneri deducibili, si arriva ad un reddito imponibile di 162.821 euro che rappresenta pur sempre una cospicua sommetta. Da far invidia ai comuni mortali. Anche guardandola dall’ottica del patrimonio immobiliare, la situazione di Marrazzo appare già più che rosea: ammontano in totale a 4 gli immobili di proprietà - 2 a Roma, 1 a San Felice Circeo e 1 a Riano, suo comune di residenza - 3 dei quali posseduti a metà e 1 per intero. Piuttosto scarno il parco-autovetture rappresentato da una Ford Fusion, la gemella della Fiesta. In quanto a macchine, nulla di trascendentale, dunque. Mostra, almeno sulla carta, una maggior passione per i motori la moglie Roberta Serdoz, che può vantare una Lexus Rx 400 che applica la tecnologia ibrida della Toyota a un suv di lusso. Dulcis in fundo, siamo andati a curiosare sulle singole voci delle spese elettorali sostenute dalla Lista civica Marrazzo. Tra spese ammissibili e forfettarie ammontano 65mila euro, interamente coperte dai contributi volontari degli aficionados, corrispondenti a 66 mila euro. Altri tempi per l’ex numero uno della Regione.