Marrazzo l’anti-Robin Hood: toglie ai poveri

(...) come una scure sul comparto agricolo-zootecnico. Lo stillicidio va dalla cooperazione agricola (meno 200mila euro rispetto agli anni della giunta Storace) agli interventi per le associazioni e le cooperative zootecniche (due i capitoli di spesa «intaccati» per un totale di un milione 300mila euro in meno), cui si aggiungono i 192mila euro decurtati alle associazioni dei produttori. Un miliardo di lire è stato tagliato ai servizi per lo sviluppo agricolo, un milione 515mila euro (in tre capitoli di spesa) alla bonifica agraria. La legge 2/03 ha «perso» un milione 470mila euro per gli interventi, mentre il fondo speciale per la ricerca e la sperimentazione agricola (legge 40/99) avrà 300mila euro in meno.
Sociale. Fra i tagli alla solidarietà, al sociale e ai servizi, spiccano i 9 milioni 884mila euro «sottratti» all’edilizia sanitaria, i fondi «falcidiati» dalle misure di «sostegno al reddito dei soggetti svantaggiati fra i pensionati sociali» (la cosiddetta Carta Senior), nonché la decurtazione delle risorse per i lavoratori socialmente utili: ridotto il gettito verso le società per l’utilizzo degli Lsu, tagliati 5 milioni e mezzo di euro per la loro «stabilizzazione occupazionale» (di 750mila euro è invece la riduzione dei fondi per i parasubordinati). La «lista» dei tagli non risparmia neppure la prevenzione di abusi e disagio per minori e fasce deboli (650mila euro), il sostegno alla cooperazione (un milione di euro), l’istituzione dell’agenzia per i trapianti e gli interventi per la famiglia. Tagli per 90mila euro riguardano le associazioni sociali, 60mila euro in meno vanno ai centri antiviolenza; e ancora, le cesoie colpiscono l’«assistente familiare» (94mila euro), le attività trasfusionali (89mila euro), le comunità giovanili (250mila euro), l’associazionismo (meno 60mila euro), le cooperative sociali (515mila euro), il reinserimento della popolazione detenuta nonché il fondo per i non autosufficienti e i pazienti post-comatosi (75mila euro in meno per ciascuna voce). Anche i piccoli comuni dovranno cavarsela con 200mila euro in meno di contributi per gli interventi socio-assistenziali.
Infrastrutture, trasporti e viabilità. Con il passaggio dal centrodestra al centrosinistra, le opere regionali a seguito di eventi calamitosi e il fondo di solidarietà contro le calamità naturali hanno perso quasi sei miliardi di lire. Ma anche senza catastrofi la stretta ai cordoni non risparmia le infrastrutture. Particolarmente colpiti i porti, con 500mila euro di tagli, cui si aggiungono i 2 milioni 95mila euro in meno per l’Autorità portuale di Civitavecchia, e i 158mila euro decurtati dai fondi per i collegamenti con le isole Pontine. Passando dal mare alla terra la situazione non migliora: il definanziamento delle leggi regionali ha colpito con 225mila euro di tagli la manutenzione delle strade provinciali, con 200mila euro in meno lo smaltimento delle acque reflue, con 150mila euro di decurtazioni le infrastrutture varie. Duro colpo alle opere idrauliche, con una perdita complessiva di 4 milioni 240mila euro, e alle reti idriche e fognarie (400mila euro). Tempi di vacche magre anche per la viabilità, con i grandi comuni che perdono 150mila euro, il trasporto pubblico locale che subisce tagli per un milione 400mila euro, la sicurezza stradale che ne perde 60mila e la voce «taxi» diminuita di 225mila euro.
Territorio, sviluppo e occupazione. Neppure la produttività e la tutela del territorio sono rimasti immuni. Tre miliardi di lire in meno vanno ai fondi per gli insediamenti produttivi, oltre due milioni di euro la decurtazione per il finanziamento della legge 11/97, che annovera fra i suoi obiettivi la diffusione delle risorse per le piccole e medie imprese e il fondo progettazione. Pesantissimi i tagli per le leggi 23/92 e 14/78, in materia di formazione professionale: la decurtazione totale sfiora i 13 milioni di euro. Penalizzate le imprese artigiane (225mila euro), l’editoria (15mila euro), la Bic Lazio per la creazione e lo sviluppo d’impresa (558mila euro in meno). Quanto all’ambiente e al territorio, altri cavalli di battaglia (a parole) della sinistra, da registrare i tagli di un milione 67mila euro ai fondi per l’urbanizzazione e i piani di zona, nonché la flessione di 600mila euro per l’informazione sulla tutela ambientale e di 150mila euro per le risorse forestali.
Università e cultura. Ricordando gli insulti della sinistra al governo Berlusconi per i presunti tagli in materia di istruzione e ricerca, è paradossale trovarsi a chieder conto alla giunta Marrazzo dei 415mila euro tolti alle università, (più 607mila euro «sottratti» all’università della terza età), e i tagli che hanno colpito in ordine sparso siti e istituzioni di interesse culturale e turistico. Il piatto piange, e con i conti in rosso tutto fa brodo.