Marrazzo, l’ultima confessione «Quell’incontro con due trans»

Ecco il verbale dell’interrogatorio reso da Piero Marrazzo il 2 novembre alle ore 16 negli uffici della Procura di Roma in piazza Adriana.
ADR (a domanda risponde): «In relazione alle dichiarazioni che ho già reso all’Ufficio, le confermo ma devo fare alcune precisazioni. Anzitutto ribadisco che nell’abitazione di Natalie entrarono due persone, che mi trattarono con estrema durezza e con violenza. Mi spinsero in un angolo, impedendomi di tirare su i pantaloni che mi stavo levando quando sono entrate e che fui costretto ad appendere; in tal modo per il mio abbigliamento, mi trovavo in uno stato psicologico di inferiorità ed umiliazione. Inoltre in più occasioni vennero a contatto con me quasi a volermi intimidire come per farmi capire che erano armati. Per tutto quel tempo sono stato costretto a stare nella stanza da letto e solo in un’occasione mi sono affacciato sulla soglia della porta e ho potuto vedere con chiarezza che vi erano solo due persone oltre Natalie. Voglio aggiungere che mi sentivo come fossi stato sequestrato. Natalie invece per qualche tempo mi è sembrato essere stata collocata fuori dal balcone; ho dedotto questo dalla circostanza che l’ho vista passare davanti alla stanza da letto spinta verso il balcone e dal luogo dove mi trovavo per qualche tempo non l’ho più vista. Preciso inoltre che la somma che avevo nel portafogli al momento di entrare nell’appartamento di Natalie era di sole tremila euro; mille euro e non tremila come ho detto in precedenza li ho poggiati su un tavolinetto e gli altri duemila euro erano rimasti nel mio portafoglio per mie necessità; non dovevo in altri termini consegnarli a Natalie. Successivamente come ho detto la somma di duemila euro contenuta nel portafogli è stata sottratta dai due carabinieri entrati. Mi sono confuso nelle dichiarazioni rese in precedenza sull’entità della somma perché ricordavo che il giorno precedente avevo effettuato dal conto corrente a me intestato presso l’agenzia Unicredit di viale Mazzini dentro la Rai una somma di cinquemila euro; mi era rimasta la somma di tremila euro dopo aver effettuato alcuni pagamenti per esigenze familiari per un importo di circa duemila euro. Preciso che conoscevo già da qualche tempo Natalie ed ero stato con lei in qualche altra occasione, ma non più di due, tre volte dal gennaio di quest’anno. Non so dire con precisione da quanto tempo conosco Natalie».
ADR: «Non ricordo dove sono andato una volta uscito il 3 luglio dall’appartamento di Natalie, per il mio forte stato di stress. Mi riservo di comunicarlo qualora me lo ricordassi».
ADR: «Mi trovavo in uno stato confusionale e non ricordo se ho successivamente telefonato a Natalie per chiederle di raggiungermi a casa.
ADR: «Non so se Natalie nel 2009 abbia trascorso qualche tempo in Brasile. Infatti essendo i miei rapporti con Natalie del tutto sporadici e occasionali non potevo assolutamente conoscere tutti i suoi spostamenti e la sua vita privata».
ADR: «Mi è capitato sporadicamente di aver consumato cocaina solo durante questa tipologia di incontri».
ADR: «Ho avuto incontri di questo tipo con un’altra persona, un certo Blenda, nome che ho letto sui giornali in questi giorni e che mi sembra di ricordare. Nell’occasione di un incontro con Blenda ricordo che è passato anche un altro trans di cui non rammento il nome. Mi sembra che ho avuto solo due incontri con Blenda».
ADR: «Non sono a conoscenza di video o foto scattate da Blenda in occasione di questi incontri, ma il mio stato confusionale negli stessi dovuto all’assunzione occasionale della cocaina non mi mette nelle condizioni di saperlo».
ADR: «Né Blenda né Natalie mi hanno mai chiesto del denaro o ricattato in relazione a foto o video che mi ritraevano».
ADR: «Non ricordo, come l’ufficio mi domanda, se ho dato a Natalie degli assegni per pagare le sue prestazioni, assegni poi restituitemi in cambio di contanti».
ADR: «Per quanto io ricordo ho ricevuto solo una telefonata sull’utenza fissa della mia segreteria da parte di persona che per come si è qualificata al telefono alla mia segretaria ho pensato fosse uno dei due carabinieri che è intervenuto il 3 luglio; la telefonata è stata presa solo dalla mia segretaria ed è stata effettuata pochi giorni dopo il 3 luglio».
ADR: «Ribadisco che il 3 luglio quando sono entrato in casa di Natalie non ho visto alcun piatto con la cocaina. Ho visto invece la cocaina nel piatto solo dopo l’irruzione dei due carabinieri e non ho visto chi ha collocato il piatto con la cocaina».
ADR: «Ho deciso di andare in via Gradoli improvvisamente la mattina del 3 luglio, nessuno poteva conoscere questa mia intenzione. Ho comunicato questa mia intenzione a Natalie solo poco tempo prima di muovermi per recarmi da lei».
ADR: «Il mio autista si chiama Massimo Romani, non ricordo il numero telefonico del mio autista Romani, è memorizzato nell’agenda del mio telefono cellulare».