«Marrazzo non assicura più il governo della regione»

«Dopo tre sedute dedicate all’esame di una legge sui detenuti fortemente demagogica, inutile, e con forti connotazioni ideologiche di estrema sinistra, la maggioranza marrazziana si è nuovamente liquefatta». È quanto dichiarano, in una nota, i capigruppo Antonio Cicchetti (An), Alfredo Pallone (Forza Italia), Massimiliano Maselli (Udc), Raffaele D’Ambrosio (Mpa), Francesco Saponaro (Gruppo Misto), Vladimiro Rinaldi (Lista Storace).
«Di fronte alle argomentazioni ponderate e realiste dell’opposizione, i consiglieri di centrosinistra hanno preferito abbandonare alla chetichella la seduta - spiegano -. Il fatto è talmente grave che, interrompendo una riunione in corso, il presidente della giunta Marrazzo si è precipitato a raccogliere i cocci della sua compagine. Crediamo debba essere una lezione per tutti coloro che si recheranno alle urne per il turno amministrativo del 27 e 28 maggio: il centrosinistra, fatto di troppe anime conflittuali fra loro, non è in grado di assicurare il governo della Regione e quindi non sarebbe in grado di assicurare stabilità alle amministrazioni locali».
«La latitanza della maggioranza regionale che continua a far mancare il numero legale alle sedute consiliari, bloccando di fatto i lavori del consiglio, è un atteggiamento stucchevole, che denota le profonde divisioni all’interno del centrosinistra», incalza il deputato Luciano Ciocchetti, segretario regionale Udc. «Ogniqualvolta si deve discutere una legge, sotto l’azione di un’opposizione seria e responsabile, la maggioranza si disunisce e abbandona l’aula - prosegue Ciocchetti -. È chiaro, ormai, che non è in grado di assicurare stabilità a questa Regione. Sentiamo tanti proclami da parte di Marrazzo e dei suoi assessori, che a chiacchiere sembra vogliano cambiare il mondo e che stiano facendo miracoli, ma nei fatti non è così. Comunque tra poco più di dieci giorni ci saranno le elezioni amministrative; vedremo il responso delle urne». «Sono sicuro - conclude - che il voto dimostrerà il fallimento del centrosinistra perennemente in conflitto con se stesso che anche a livello locale non è in grado di dare governabilità alle amministrazioni».