Marrazzo ora inforca le forbici: supertagli a servizi e posti-letto

Ingenti tagli in arrivo per i servizi assistenziali di Asl e ospedali. Il piano di rientro sanitario che, alla fine del mese, passerà nelle mani dei manager delle Asl contiene le nuove misure necessarie per attuare quei risparmi che la Regione ha imposto per cercare di coprire le perdite finanziarie. Risparmi che andranno a danno degli utenti visto che la ridefinizione dell’offerta sanitaria verrà messa in atto proprio in base alla variazione dei budget.
Variazione al ribasso rispetto allo scorso anno per 866,7 milioni di euro. Già, perché oltre a recuperare lo scoperto di 585milioni di euro dovuto all’insufficienza delle risorse conteggiate nella manovra di bilancio, si dovrà andare a recuperare anche le perdite sull’esercizio finanziario dell’anno corrente almeno per il trimestre in corso. Dovranno tirare di più la cinghia l’Asl Roma B, la Roma E, il San Filippo e il San Camillo. E seguendo le direttive regionali - stabilite con un apposito provvedimento - saranno i direttori generali che dovranno valutare e applicare come definire il tetto di prestazioni da elargire in base al gruzzolo disponibile. In questo modo i manager saranno costretti a definire «il livello delle prestazioni da assegnare - così si legge nel testo approvato dalla giunta Marrazzo - ai singoli soggetti erogatori accreditati». Deduzione quanto mai logica il fatto che anche quest’anno, come è accaduto nel 2007, le strutture ambulatoriali convenzionate e le stesse case di cura potranno, raggiunto quel preciso livello di prestazioni, smettere di erogarle con il solo pagamento del ticket. Cosicché gli utenti saranno costretti a pagarsele per intero.
E questo semplicemente perché la Regione non gli andrà a rimborsare gli eventuali extra. Con questi chiari di luna è scontato che la strada da battere per le Asl sarà proprio quella di acquistare il minor numero di servizi sanitari dalle strutture accreditate e «lavorare in casa». Ci riusciranno? Qualunque sia il risultato per ottenerlo ogni azienda sanitaria partirà con degli handicap notevoli rispetto al 2007. Infatti oltre al blocco del turnover che si mantiene inalterato pure quest’anno, dovrà fare i conti con una riduzione del 10 per cento netto del livello dei costi previsto nei bilanci economici di previsione limitatamente al primo trimestre 2008 mentre, per l’altra porzione dell’anno, non si esclude ci potranno essere vincoli addizionali. E, non è finita. Quanto a eventuali altri proventi e oneri finanziari extra, la Regione, rimanda i conteggi a data da destinarsi. Vale a dire: le spese impreviste non potranno essere coperte almeno alla luce dei fatti odierni.
C’è da aggiungere inoltre che la manovra di risparmio così prevista non tiene conto ancora dei tagli dei posti letto, che dovranno essere effettuati entro marzo 2008. Si tratta di ben 1.653 unità dislocate negli ospedali della capitale (vedi la tabella in questa pagina).
E su queste ultime direttive non si scappa. Così come non si potranno superare i tetti di spesa visto che la giunta Marrazzo si è riservata di riconfermare, anche per il 2008, tutte le modalità di controllo in vigore con l’ausilio del riscontro informatizzato gestito da Laziosanità e dalle Asl territoriali. Un sistema di analisi a tappeto che terrà mensilmente sotto controllo le casse delle aziende.