Con Marrazzo una politica all’insegna del maquillage

Stefano De Lillo*

Il «Metodo Marrazzo»? Realizzare le opere del governo Berlusconi e della Giunta Storace cambiandone il nome, per evitare gli strali della sua stessa maggioranza e per rivendicarne il merito. È un metodo già sperimentato dal sindaco Veltroni con la metro C, arrivata a Roma grazie al capo del governo nazionale e al presidente della Giunta regionale di centrodestra, ma presentata dal primo cittadino come opera in gran parte sua.
Ieri il presidente Marrazzo ha presentato col nome di «Nuova Pontina» un progetto chiamato «Corridoio Tirrenico Meridionale», che già nel finanziamento del Cipe del settembre 2004 prevedeva tracciato, modalità di realizzazione e di finanziamento e persino opere complementari, come la Cisterna-Valmontone, ripresentate ieri sotto un altro nome.
Il presidente aveva promesso di abbandonare il progetto perché assieme a Verdi, Rifondazione e Comunisti Italiani ne aveva fatto un argomento di polemica elettorale contro il centrodestra e Storace. Invece l’opera è la stessa: basti pensare che c’erano scadenze e soprattutto caratteristiche strutturali che dovevano essere rispettate, se non si voleva perdere il finanziamento del Cipe: un finanziamento che il presidente è riuscito a portare a casa cambiandogli nome, con l’applauso di Enrico Gasbarra e Walter Veltroni.
È sempre più chiaro che la discontinuità con il centrodestra è solo di facciata. La sinistra investe da sempre tutto il possibile nell’immagine ma è sempre meno credibile dal punto di vista pratico, amministrativo, gestionale. Dalle grandi opere ai servizi, risolve tutto con operazioni di maquillage. Ma come potrebbe fare diversamente una coalizione che si è presentata alle elezioni regionali senza un programma di governo e continua a non averlo? Il Corridoio Tirrenico è solo l’ultimo caso.
Ce ne sono altri. Basti pensare all’Osservatorio sulla Sicurezza, messo in cantiere dal centrodestra. O alla gratuità sui mezzi pubblici per gli ultrasettantenni. O al parco dell’Appia, che si deve sempre al centrodestra ma è stato rivendicato dalla sinistra. Non è una cosa facile, ne va dato atto al presidente e alla scuola della sinistra: sarebbe come andare in Val di Susa e pretendere di avere l’applauso dei residenti per aver ribattezzato la Tav «Nuova Ferrovia della Val di Susa»... Ma il centrodestra studia e lavora affrontando a viso aperto i cittadini e le responsabilità di governo attraverso patti chiari su cose concrete, al punto che chi a volte ci vota contro sa perché lo ha fatto, mentre la sinistra non dà agli elettori nemmeno questa possibilità.
Per questo oggi ai cittadini di una democrazia moderna è richiesto uno sforzo in più: quello di distinguere, al di là delle apparenze, degli slogan e delle operazioni di maquillage, la capacità di fare, i risultati e la credibilità di chi si candida al governo degli Enti locali e del Paese.
* Componente della commissione
Lavori pubblici della Regione