«Marrazzo regala l’Urbanistica a Veltroni»

Stefania Scarpa

Trasferimento dei poteri urbanisti dalla Regione al Campidoglio? No grazie. Dal centrodestra arriva un coro di no alla cosiddetta «legge ponte» in rampa di lancio. Una normativa che, qualora venisse varata, rischierebbe di trasformarsi in un’ulteriore atto di asservimento da parte della giunta Marrazzo a quella Veltroni. E un controsenso giuridico, in base al quale, come spiega Stefano De Lillo, vicecapogruppo di Forza Italia alla Regione Lazio, «la Regione nega se stessa, delegando al Comune di Roma poteri in materia di urbanistica che sono assolutamente inderogabili da parte dell’ente territorialmente più importante in quanto strumenti di partecipazione e di controllo». Anche perché, aggiunge De Lillo, «non si può cancellare il ruolo di partecipazione degli altri Comuni alle decisioni urbanistiche di Roma, che usa e consuma risorse che sono anche loro, risorse del territorio e risorse umane, scaricando su questi anche le conseguenze negative delle sue scelte errate in materia socio-economica, di lavoro, di mobilità, che sono l’esodo di famiglie ed imprese dalla Capitale verso l’hinterland ed il pendolarismo che ne consegue. A fenomeni come questi è con serie politiche del traffico, con nuovi parcheggi di scambio e con servizi di trasporto pubblico efficienti che l’amministrazione capitolina dovrebbe rispondere, così come con una politica della casa e delle locazioni davvero attenta alle fasce sociali più deboli e alle piccole e medie imprese commerciali ed artigiane, interventi questi per i quali non sono necessarie deleghe dalla Regione al Comune». «Cancellare con un colpo di spugna l’equilibrio dei poteri sul territorio disegnati dal legislatore in trent’anni di coesistenza tra Regione e Comune di Roma - conclude De Lillo - significa recare un grave colpo non solo al territorio che circonda e sostiene con le sue risorse la capitale ma a Roma stessa, trasformata in entità astratta posta in un conflitto senza regole e senza controllo con il territorio che la circonda e con la sua stessa storia e bellezza».
Annuncia battaglia Fabio Desideri, consigliere regionale della lista Storace: «Ci opporremo con tutte le forze al varo della cosiddetta legge ponte per il trasferimento dei poteri urbanistici dalla Regione al Campidoglio - assicura -. Ormai è stato superato il limite della decenza. Purtroppo il nostro Paese difetta troppo spesso di memoria storica e dimentica che a Roma impera da 12 anni il centrosinistra. Mai un governo della capitale ha potuto contare su tanti anni per programmare, realizzare e, soprattutto, su così ingenti finanziamenti. Eppure le questioni sul tappeto sono sempre le stesse, purtroppo amplificate da oltre un decennio di demagogia». Per Desideri «dotare il sindaco di ulteriori poteri ci sembra quanto mai avventato. A meno che non serva a dare il via a ulteriori colate di cemento evitando il parere regionale».
Lascia il beneficio del dubbio Luciano Ciocchetti, capogruppo Udc in consiglio regionale: «Il Comune di Roma rivendica per sé i poteri urbanistici che oggi sono della Regione giustificandosi con il fatto che così si avrebbe uno snellimento delle procedure e la possibilità di accelerare l’iter dei provvedimenti. Ma il punto è un altro: capire se Veltroni vuole le deleghe urbanistiche per operare in coerenza con una programmazione regionale o invece per andare per conto suo e operare scelte fuori da una logica comune. Il rischio è vedere la Regione svuotata della sua funzione di programmazione dell’intero territorio, prerogativa che le è propria».