Marrazzo taglia i fondi alla terapia Di Bella

Il sottosegretario Cesare Cursi: «La rassegna offre uno spaccato della professionalità degli operatori»

Antonella Aldrighetti

La giunta Marrazzo con un colpo di spugna ha cancellato la libertà di cura e con essa la scelta da parte di quei pazienti che, per alleviare le sofferenze derivanti da patologie tumorali, sono ricorsi al «protocollo Di Bella».
Non c’è voluto molto alla maggioranza ulivista per realizzare l’operazione: è bastato definanziare in toto il capitolo di spesa destinato alla cura Di Bella cosicché gli oltre 1.500 malati oncologici non ricevano più i rimborsi. Soldi su cui da tre anni a questa parte potevano contare periodicamente: la terapia, a base di carotinoidi, melatonina e somatostatina, a ognuno di loro costa poco meno di 2mila euro al mese. Una cifra che pesa soprattutto sulle spalle delle famiglie più deboli che, oltre a patire la sofferenza emotiva per il familiare malato, devono fare i conti con le economie quotidiane.
«Ecco perché l’ex giunta Storace aveva condiviso e finanziato la multiterapia, senza entrare nel merito delle tante polemiche che hanno investito negli ultimi anni la scelta di curarsi con questo protocollo: un motivo che ci indusse confidare nel fatto che - asserisce Patrizia Mizzon, presidente dell’Aian (l’associazione che si occupa di diffondere e appoggiare il protocollo del medico modenese) - anche il presidente Piero Marrazzo continuasse sulla stessa linea. Invece no. Le voci che si rincorrevano da qualche mese si sono rivelate vere: per gli anni a venire i pazienti non riceveranno più i rimborsi della terapia, eppure sappiamo che dal bilancio 2005 sono avanzati 175mila euro. Almeno ci diano quelli per tamponare le emergenze di quanti si incominciano a indebitare pur di continuare la cura costosa». L’avanzo di bilancio ora è «rientrato in economia», ossia spostato su altri capitoli di spesa.
Quanto alla possibilità che un codicillo sia inserito nel maxi-emendamento di giunta? «Non v’è traccia alcuna dei fondi per il metodo Di Bella, il governatore Marrazzo di fatto l’ha cancellato - denuncia il capogruppo della Lista Storace alla Pisana, Fabio Desideri -. Già nel 2002 l’amministrazione Storace aveva inserito in bilancio 2 milioni di euro spalmati su tre anni per il sostegno alle famiglie meno abbienti dei pazienti oncologici in cura con la multiterapia Di Bella. Con Marrazzo questi fondi si riducono a zero».
I primi sentori c’erano già stati ad agosto scorso quando, nell’assestamento di bilancio, era stato bocciato un emendamento proposto di Vladimiro Rinaldi (Lista Storace e componente della commissione Sanità) per far inserire apposite risorse economiche a favore dei cittadini meno abbienti tuttora in cura. Anche in questo caso la maggioranza di sinistra l’aveva bocciato. Ci sarà una piccola possibilità di ricalcare le orme della giunta di centro-destra e inserire ancora una «manciata» di risorse per quei malati oncologici?
«Il nostro gruppo presenterà un nuovo emendamento alla finanziaria per ripristinare i fondi - chiosa Desideri - comunque è una grossa responsabilità, quella che si è assunta l’amministrazione Marrazzo. Non si può, da un momento all’altro, cancellare un sostegno economico a tante famiglie che non possono far fronte alle spese della cura».