Marta all’assalto dei leghisti

I militanti della Lega Nord «assaliti» da un gruppo di ragazzotti dei centri sociali. E fin qui, sai la novità. I militanti della Lega Nord aggrediti (verbalmente inteso) dal sindaco di Genova. Questa è la sorprendente novità. Ieri mattina in piazza De Ferrari il segretario provinciale del Carroccio Edoardo Rixi ha raccolto i simpatizzanti del partito per una manifestazione di sensibilizzazione verso il crocifisso, conseguenza della sentenza della Corte europea di giustizia. Una petizione per riaffermarne il valore non solo come simbolo della fede cristiana ma della cultura italiana e momento per ribadire le distanze che dividono tra la politica della Vincenzi dal partito di opposizione.
Presidio rovinato dall’incursione di una ventina di autonomi intrattenutisi per un paio d’ore a offendere i leghisti che si sono visti stracciare i manifesti esposti. Autonomi tenuti a distanza dal gazebo solo grazie all’intervento della polizia. Chi, invece, ha «eluso» il controllo delle forze dell’ordine è stata Marta Vincenzi che si è avvicinata a Rixi arrabbiata per un cartello esposto con scritto che il sindaco è «molto legata alla comunità islamica» e «non si cura del suo popolo ma dei nomadi e dei clandestini». Vincenzi ha attaccato: «Fate le petizioni che volete, ma non dite falsità» è stato lo sfogo del primo cittadino. «Provocatorio», replica dalla Lega Nord il consigliere regionale Francesco Bruzzone. I leghisti si interrogano anche su una frase pronunciata dalla Vincenzi mentre gli attivisti dei centri sociali si avvicinavano al gazebo leghista: «Queste un tempo le chiamavano squadracce, sono la stessa cosa». «Mi auguro che quell’espressione il sindaco l’abbia utilizzata per chi stava disturbando una manifestazione democratica - attacca Rixi - e non fosse riservata a noi». Più convinto dell’ipotesi anti Carroccio è Bruzzone: «Non ritengo casuale che alle spalle del sindaco siano comparsi quelli dei centri sociali. Sono il braccio violento della sinistra e trovo gravissimo che un sindaco si faccia spalleggiare da violenti e facinorosi».
Nella concitazione, un simpatizzante del Carroccio, insultato e provocato dagli autonomi e da un passante, ha bestemmiato: «Ha già chiesto scusa per la sua reazione - precisa Rixi - ma è stato preso in giro per parecchio tempo mentre distribuiva volantini e, quando un uomo gli ha urlato “Vai a lavorare”, avendo perso il lavoro da qualche mese ed avendo difficoltà a provvedere alla propria famiglia, ha perso le staffe». Nonostante tutto questo sono state quasi 600 le persone che hanno sottoscritto la petizione e più di 400 i crocifissi distribuiti.