Marta, un anno al microfono

(...) sloggiare gli accattoni che bivaccano sui marciapiedi, a Genova i punkbestia la fanno ancora da padrone in pieno centro città, mentre l’accattonaggio molesto dei rom sembra dar fastidio soltanto a chi lo subisce, non certo a chi sta a palazzo.
Ci sono quartieri a Genova dove chi ha più di sessant’anni o è donna ha paura ad andare a casa dopo le 5 del pomeriggio d’inverno, quando è buio. La sicurezza, si potrebbe obiettare, non spetta alle giunte comunali. Ma l’illuminazione delle strade sì. Se poi il discorso passa all’argomento rifiuti viene subito in mente la questione Scarpino e quella legata all’ipotesi di un inceneritore. Come il Comune pensa di risolvere l’emergenza annunciata da anni di un sovraccarico della discarica di Sestri? Se ne discute, ci si confronta. Intanto la rumenta aumenta. Da mesi poi si parla del problema del rilancio del teatro lirico. A Genova città della Cultura del 2004, terra di Dogi ed ex (molto ex) Superba un assessore alla Cultura non esiste. La Vincenzi, aveva annunciato nell’ottobre del 2007 che entro un mese il caso Carlo Felice sarebbe stato risolto. Sappiamo come è andata e gli appassionati di opera sanno quante prime hanno dovuto saltare a causa degli scioperi.
Un altro capitolo di questi mesi riguarda le polemiche con il «collega» Claudio Burlando, presidente della Regione. Con uno che accusa l’altra di fermare scelte già fatte e di voler rimettere tutto in discussione «con il rischio di far slittare di diversi mesi i progetti già stabiliti»: il riferimento in questo caso è alla strada a mare di Cornigliano che dovrebbe passare sulle aree dismesse delle Acciaierie e di cui la Vincenzi ha ammesso di voler ridiscutere con i progettisti i volumi e l’impatto, ma anche il park dell’Acquasola, in pieno centro, che il primo cittadino ha ammesso di non condividere poiché «troppo in centro». Ma forse più di tutto e le politiche l’hanno ampiamente dimostrato, i cittadini hanno bisogno di sicurezza. Il Patto sulla sicurezza lanciato da Tursi, però, è rimasto molto sulla carta. La Vincenzi parla di «integrazione» dei rom anche se sono in tanti i cittadini che non comprendono quale possa essere l’integrazione di persone abituate a rubare o comunque a vivere di espedienti. L’esperimento del vigile di quartiere a Sampierdarena, in centro e nei vicoli ha lasciato perplessi gli stessi agenti di polizia municipale per lo scarso contenuto sostanziale dell’iniziativa (i vigili di quartiere non possono fare multe, né dirimere questioni legate alla viabilità, né, ci mancherebbe, fare ordine pubblico).
Parliamo poi dell’ospedale di vallata, o del Ponente, o della Miralanza o degli Erzelli come piaceva a Burlando o della Carmagnani e Superba (a Pegli) come piacerebbe alla Vincenzi. Sempre lo stesso progetto che resta tale da anni, senza alcuna scelta.
Le scelte urbanistiche (quelle del passato sono da non ripetere, ha detto chiaramente il sindaco, riferendosi ai suoi predecessori, accusati di averle lasciato diverse eredità pesanti) sono state affidate all’architetto Renzo Piano che ha creato Urban Lab, tradotto: laboratorio urbano in cui si discute, ci si confronta, ci si scambiano idee per disegnare il futuro della città. Di nuovo. Intanto al Porto Antico, proprio quello progettato da piano, i giochi dei bambini sono rotti e transennati, pieni di graffiti e gli ambulanti irregolari invadono i marciapedi.
Questo è il presente e non il futuro che verrà.
(1- continua)