Marta contro Marta «Oggi vado in piazza con i comitati del No»

Fine primo atto. Pausa. Inizio secondo atto. Con colpo di scena. Si alza il sipario sulla seconda fase del dibattito pubblico alla francese che sta coinvolgendo la città di Genova per la scelta del tracciato che interesserà la Gronda di ponente: si riprende domani al Ducale, mentre oggi i comitati che si sono espressi in maniera contraria sui tracciati su cui si sta discutendo scenderanno in piazza in Valpolcevera. Due cortei, uno alle 15.30 parte da via Porro, l’altro alle 16 da piazza Rissotto a Bolzaneto per incontrarsi a Rivarolo in piazza Pallavicini. «Ci vado anche io, mi interessa come abitante della Valpolcevera -esordisce Marta Vincenzi-. In fondo non si tratta di un corteo contro il Comune ma di una manifestazione che ha l’obiettivo di richiedere maggiore sensibilità verso i cittadini coinvolti dal tracciato che verrà indicato». Proprio così non è visto che i cinque comitati si sono detti contrari alle alternative prospettate da società Autostrade e chiedono o l’opzione zero, oppure un sesto tracciato da valutare. Così Marta oggi batterà ogni record aderendo ad una manifestazione contro se stessa.
Tornando al dibattito pubblico: «Un ottimo inizio che ci ha permesso di raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati», così lo ha definito Luigi Bobbio coordinatore del débat public. Questo nonostante gli eccessi di in alcune fase della discussione, con i momenti di altissima tensione che si sono vissuti al teatro «Govi» di Bolzaneto in occasione dell’ultima puntata del dibattito. «Non abbiamo fatto altro che scoperchiare una pentola ribollente -continua Bobbio-, abbiamo fatto emergere un fortissimo malcontento che sapevamo essere latente e che sarebbe emerso comunque anche in caso vi fosse stato un unico progetto esecutivo». Il raffronto tra il modello genovese per arrivare ad una decisione sulla nuova autostrada va subito a quello che è accaduto in Val di Susa nel 2006: «Lì i cantieri sono stati fermati nel momento in cui stavano per aprire e da tre anni sono bloccati: il malcontento della gente non si supera con l’imposizione e allora stiamo tentando un approccio diverso» chiarisce il sindaco Marta Vincenzi.
Qualcuno lo ha addirittura definito un «eccesso di democrazia» e tanti sono stati i punti su cui si è criticata la prima fase del confronto: «Non tutti hanno compreso come questo sia stato un momento interlocutorio, teso a dare informazioni alla popolazione e non ad approfondire gli argomenti che portano Genova a ragionare su un’opera del genere». Bobbio è contento della partecipazione dei cittadini anche al sito internet dedicato al progetto. Centinaia ogni giorno le mail con richieste e proposte che arrivano alla commissione: «Proprio da continue esigenze della gente abbiamo preso la decisione di pubblicare tutti i civici che possono essere interessati all’esproprio. Era una forma di comunicazione».
Sabato a palazzo Ducale via al secondo atto, quello della riflessione, «palazzo Ducale non può essere come Bolzaneto, ora si volta pagina e si approfondiscono gli argomenti» continua Bobbio illustrando l’incontro tematico sugli scenari del traffico e della mobilità con la Gronda. Il dibattito si articolerà sui problemi della mobilità nel nodo genovese, sui progetti per risolvere le criticità e i modelli di traffico. «Nessuna ipotesi è scartata a priori. Valutiamo tutto prima di prendere una decisione definitiva che spetta alla politica -sostiene il sindaco-. Stiamo prendendo in considerazione anche chi sostiene che risolto il nodo di San Benigno e altre infrastrutture cittadine si possa evitare di realizzare la Gronda. Il problema è se così si raggiungono gli obiettivi che l’amministrazione si è posta».