Tra Marta e Pericu nessuna somiglianza

(...) dei sindaci hanno un effetto determinante sul contenuto della loro politica.
Pericu ha la figura di un gran signore che primeggia nel gioco del golf e che offre alla sinistra la sua parziale storia socialista e la sua poderosa competenza amministrativa per mediare tra la sinistra e l'area di centro, a cui Pericu appartiene. Egli appartiene al centro e sostiene il partito democratico che cerca di attrarre gli elettori di centro alla sinistra. Ha dato alla sinistra con le sue privatizzazioni apparenti, che sono soltanto la sottrazione del controllo del Consiglio comunale sui servizi comunali, uno spazio di occupazione del ceto politico e di organizzazione clientelare del consenso, che sono il problema della sinistra oggi quando il fascino del comunismo è tramontato. Pericu è una storia, la Vincenzi è un'altra.
Nonostante Garrone e Zara, la giunta Vincenzi sarà un'amministrazione di sinistra sinistra e non di centrosinistra. Cadrà cioè quella linea di amministrazione dall'alto che la scelta di Pericu ha permesso al Ds in modo da avere il potere senza motivarlo ideologicamente. Sorge una amministrazione personalizzata, in cui il volto della Vincenzi si impone come forma politica che deve giustificarsi a sinistra.
Il volto amministrativo di Pericu consentiva di celare la politica della sinistra, il volto carnale di Marta Vincenzi dovrà imporsi su tutte le scelte politiche. E la Vincenzi si porrà come la tutrice di una divisione reale genovese, quella del centro e delle periferie. Non è un errore paragonare la Vincenzi alla Royal, ma in Francia il volto femminile consentiva un'apertura al centro, a Genova un volto femminile segna una linea paesana e populista, il cui volto è già nello slogan della Vincenzi: «il (la) sindaco di tutti».
Pericu amministrava, la Vincenzi vuole essere sindaco oltre i partiti. E la sua femminilità è la «rupture» di cui parlava Ségolène, è lo strappo con il Ds, un partito storicamente maschilista.
Gli elettori del centrosinistra che votano la Vincenzi non voteranno la continuazione della giunta Pericu. Mentre Pericu tendeva a ridurre e ad assorbire la politica nell'amministrazione, la Vincenzi metterà il segno della politica sull'amministrazione. Avremo la «martivincenzizzazione» della politica, la sinistra populista periferica al posto della giunta in cui il sindaco era al di sopra della politica. Un cambio politico assai rilevante perché comporta una pervadenza della politica e della sinistra su ogni contenuto amministrativo. Proveremo in tal caso le nuove delizie del populismo di sinistra in chiave femminile come rottura con il passato divenuto «maschile»: sarebbe un'esperienza inedita per la città.