MARTA E LA RISSA A SINISTRA

Le elezioni amministrative genovesi hanno un aspetto paradossale. La più vistosa battaglia politica è avvenuta all'interno della sinistra, ha visto tutte le sue anime confrontarsi l'una con l'altra: persino Garrone è convinto che il risultato è già scritto e che il sindaco di Genova sarà Marta Vincenzi. Ma la componente Zara è uscita interamente dalla scena politica. È stato un puro gettone di presenza e non l'acquisizione di influenza, a parte quello che Garrone ha già per l'ampiezza dei suoi interessi in città.
Ma era evidente che neanche per il Ds genovese la candidatura della Vincenzi era quella desiderata. Essa venne imposta da Mario Margini e Piero Fassino che consideravano le elezioni genovesi come parte di un giudizio nazionale del governo Prodi. E l'antica disciplina comunista ha fatto si che Margini rispondesse «obbedisco», pur avendo la vittoria in tasca come Garibaldi a Bezzecca. Non è apparso chiaro però all'opinione pubblica il perché fosse così divisiva dei partiti di sinistra, e principalmente del Ds, una candidatura come quella che si è affermata nelle primarie.
Non si potrebbe definire la giunta Vincenzi, se gli elettori la produrranno, la continuità con la giunta Pericu, anzi i due personaggi sono così diversi da far pensare alla giunta Vincenzi come il contrario di quella Pericu: poiché le immagini e gli stili (...)