Marta, fuga dai Castelli al tetto del mondo

da Stoccarda

Porterà la maglia iridata sui Castelli Romani. Porterà un po’ di ciclismo a Roma, dove il pallone regna sovrano e la bicicletta è un attrezzo da fatica per fachiri: figurarsi per una ragazza. Marta Bastianelli è la nuova campionessa del mondo categoria elite, dieci anni dopo Alessandra Cappellotto. Un trionfo all’italiana, fatto di estro e generosità, completato dal bronzo di Giorgia Bronzini e dal quinto posto di Noemi Cantale, quarta un anno fa a Salisburgo, partita ieri mattina con i favori del pronostico.
«La nostra capitana era Noemi – ha raccontato felice e incredula la ragazzina di Lariano -. Lei è stata bravissima, nel tratto più duro è stata proprio lei a fare la selezione, poi noi siamo rientrate e allora ho riprovato a spezzare il gruppetto, ho seguito l’istinto. Savoldi, il nostro commissario tecnico, a quel punto mi ha detto di crederci fino in fondo, mancavano 13 chilometri al traguardo e sono andata avanti a testa bassa. Ci credevo poco, ma ho fatto fino in fondo quello che mi diceva via radio».
Quindici chilometri da sola, con un vantaggio minimo che oscillava tra i 15 e i 23 secondi. Dietro, un gruppo scatenato, lei davanti testa bassa più scatenata delle inseguitrici.
«È come se avesse vinto mia figlia – ha detto commossa Alessandra Cappellotto, oggi consigliere federale della Federcislimo -: è stata bravissima, ha fatto un numero davvero eccezionale. Questo è un bello spot per il ciclismo, ma soprattutto per il ciclismo al femminile».
Esile, minuta, piccina, ma caparbia come poche. Vederla sul gradino più alto di tutti con quella maglietta bianca con i cinque cerchi la rende ancora più vulnerabile questa ragazzina che per diventare campionessa del mondo è dovuta migrare a Treviso, lasciandosi alle spalle Lariano, comune a 30 km da Roma sui Castelli Romani. «Se sapeste voi i sacrifici che ha fatto questa ragazza... - dicono commossi e felici papà Roberto e mamma Mirella, presenti a Stoccarda -. Ma anche noi non abbiamo scherzato affatto. Avevamo una squadretta di ragazzini e ragazzine, abbiamo smesso perché il comune di Lariano ci ha chiuso la pista ciclabile di Fonte Ontanese».
Marta Bastianelli nasce a Velletri il 30 aprile del 1987, da papà Roberto, autista dell’Atac, e da mamma Mirella, impiegata delle pulizie. Ha un fratello e una sorella. «Ho frequentato l’istituto turistico aziendale e prima del ciclismo ho praticato a buoni livelli l’atletica leggera. Con la bicicletta ho debuttato nel 1996, arrivo a questo titolo mondiale con una maglia tricolore allieve 2003 nel cassetto e un’altra conquistata nel 2004, oltre ad una medaglia d’argento ai mondiali di Verona. Nel 2005 ho vinto anche un bronzo agli europei. Ho solo 20 anni, e so che il difficile inizia adesso. Incomincio dal gradino più alto, ora spero di restare il più possibile quassù: felice, con la testa fra le nuvole».