«Marta non riuscirà a fermare la cementificazione selvaggia»

Il sindaco promette di cambiare registro, ma intanto incombono i mega-progetti di Boccadasse e San Benigno

Il sindaco promette: stop alla cementificazione in città. «Il passato è passato, voglio cambiare registro e varare una linea nuova in vista dell’elaborazione del nuovo Piano urbanistico comunale, il vecchio Piano regolatore generale, previsto per il 2010»: questa, in sintesi, la sostanza delle parole di Marta Vincenzi, ieri pomeriggio, davanti ai consiglieri comunali riuniti in commissione urbanistica. Ma l’azzurro Alberto Gagliardi - che pure si dichiara d’accordo sull’impostazione generale del sindaco - si domanda a questo punto «come farà Marta Vincenzi a impedire che le conseguenze e le relative responsabilità della cementificazione programmata e in corso non ricadano comunque su di lei».
Basta considerare, spiega Gagliardi, quello che si dovrà costruire a Boccadasse (al posto della rimessa Amt) e a San Benigno («solo» un paio di grattacieli..), «che si va ad aggiungere alle ingloriose realizzazioni di San Biagio, Fiumara e Mirto, tanto per citare le più eclatanti». Negli scorsi anni, in particolare nel corso dei cicli amministrativi guidati dal sindaco Giuseppe Pericu - insiste Gagliardi, già deputato di Forza Italia e sottosegretario agli Affari regionali - Genova è stata caratterizzata da una cementificazione selvaggia, incoerente, degradante, disorientante, insensata, all’insegna del peggiore cinismo. E oggi, anche dicendo: «Basta!», mica si può pensare di buttare giù tutto il brutto che c’è e sostituirlo con progetti seri, funzionali, esteticamente validi e ambientalmente sostenibili. Da qui, il pessimismo della ragione, che non può certo essere smentito dall’intervento dei paladini dell’ambientalismo: «Dov’erano i Verdi - attacca Gagliardi, lancia in resta - quando sono stati perpetrati questi scempi urbanistici? E dove sono adesso? Non sono certo loro che garantiranno ai cittadini il rispetto del decoro urbano, contro la cementificazione di cui conosciamo perfettamente i responsabili. Io voglio fidarmi delle parole del sindaco - conclude Gagliardi -, ma il problema è capire cosa siamo ancora in tempo a fare per bloccare i progetti assurdi e, in fin dei conti, l’avanzare del brutto e dell’ancora più brutto».