Marta presenta il Bisagno e se lo tiene stretto

L’ultima trave in cemento armato è stata posata alle 12 di ieri. Così si sono chiusi i lavori del primo tratto di messa in sicurezza e copertura del torrente Bisagno nella zona di viale Brigate Partigiane alla Foce. Quasi quattro anni di lavori e copertura ultimata con un ritardo di qualche mese sui tempi previsti in origine. Si doveva chiudere tutto entra lo scorso aprile ma i soliti tempi tecnici hanno fatto slittare l’operazione a ieri. Entro il me4se di marzo la zona oggi interessata dai cantieri che va dalla Fiera del Mare alla Questura, sarà rimessa a nuovo e totalmente riaperta alla viabilità cittadina con corsie dedicate agli autobus, nuovi posteggi e il ritorno del tradizionale arredo urbano con l’aiuola centrale a separare le corsie. Sembrano tutti soddisfatti, dal sindaco Marta Vincenzi all’assessore ai lavori pubblici Mario Margini fino al presidente del municipio Medio Levante Pasquale Ottonello. «Contento perché in questo lungo cantiere non abbiamo avuto vittime sul lavoro - sostiene Margini -. Si sta portando avanti un’opera vitale per la città». E proprio i canoni dell’opera vengono illustrati da Marta Vincenzi e da Paolo Tizzoni, presidente e vicepresidente della Provincia nei giorni in cui gli enti locali sottoscrissero il protocollo d’intesa che fu il preludio all’avvio dei cantieri. «Dopo le alluvioni che Genova subì nei primi anni ’90 la Provincia lavorò alacremente sul piano di bacino grazie al quale oggi siamo qui a presentare un’opera essenziale per la città - ricorda soddisfatta Vincenzi -. Anche il passaggio tra le due amministrazioni comunali è risultato indolore senza ritardi né incomprensioni burocratiche».
La messa in sicurezza del Bisagno è una delle opere che la protezione civile ha riconosciuto di priorità nazionale. I lavori per questo primo lotto del rifacimento del canale scolmatore del torrente furono finanziati dal governo Berlusconi nel 2004 su pressione dell’allora presidente della Regione Sandro Biasotti che infatti venne nominato commissario ad acta per l’opera, «per questo Burlando oggi continua a parlare dell’opera però sarebbe anche giusto che adesso se ne occupi solo il Comune che è il soggetto appaltante» è la frecciata al Governatore di Super Marta. Tornando agli aspetti tecnici ora servono 108 milioni per completare l’intera opera e dovrà essere nuovamente il governo di centrodestra a concederli al capoluogo ligure. Nell’imminenza ne sono stati disposti 15 (provenienti dai fondi delle «ex Colombiane») che serviranno per non interrompere del tutto i cantieri e per portare avanti la prima parte del secondo lotto che interessa il tratto che collega via Maddaloni e via Staglieno. Bisognerà poi attendere i finanziamenti per il tratto via Maddaloni- stazione Brignole su cui è nato anche un caso politico. Il sentore del Popolo della Libertà Luigi Grillo ha detto recentemente che vi sarebbero già altre 22 milioni stanziati per portare avanti i lavori ma il sindaco sembra non saperne nulla: «Stimo molto Grillo per la sua competenza e spesso si occupa dei problemi della città- gli rende merito il primo cittadino-. Chiederemo anche a lui di aiutarci per capire dove sono finiti questi fondi, mi auguro che non siano quei 17 milioni che nel 2005 promise l’ex ministro Lunardi perché quei soldi non si sono mai materializzati. Noi chiediamo al ministero dell’Ambiente fondi rateizzati da 18 milioni per procedere per piccoli passi verso Brignole». L’altra buona notizia è che i 70 milioni stanziati nel primo lotto sono bastati per concludere i lavori senza dover ricorrere a spese extra.