«Marta sui tubi» alla Casa 139

Luca Testoni

Statene certi. Questa sera (dalle 22.30 in avanti, ingresso con tessera Arci), alla Casa 139 ci sarà il gran pienone.
La Milano (e non solo), a suo agio con i suoni underground e indie-rock dell’Italia tricolore, si darà appuntamento nel bel loft su due piani al civico 139 di via Ripamonti, per assistere alla presentazione dal vivo di C'è gente che vuole dormire (Eclectic Circus/V2), il secondo album dei siciliani Marta sui Tubi.
Quando esordirono un paio d’anni fa con il cd Album e dei, la critica di settore si lasciò andare a lodi sperticate per l’inatteso disco di rock a nervi scoperti del duo trapanese (che ha eletto Milano a propria città d’adozione artistica) formato da Giovanni Gulino (voce e synth) e da Carmelo Pipitone (chitarra).
A sorprendere un po’ tutti, il loro essere acustici e post-tutto (rock, lo-fi e quant’altro). E, al tempo stesso, cantautoriali e sperimentali. Non a caso qualcuno tirò in ballo paragoni impegnativi: alcuni gli Area; altri il primo Battiato.
La sfida si ripropone con il nuovo disco, nel quale i Marta sui Tubi sfoderano una formazione a tre (alla squadra si è nel frattempo aggiunto il batterista, loro conterraneo, Ivan Paolini).
Ancora una volta, non lascia indifferenti il cantautorato rock aspro e pungente del trio, costruito sulla miscela di chitarre acustiche, batteria essenziale e la voce potente ed espressiva del leader Giovanni Gulino.
Spiccano per originalità (e complessità), poi, i testi: storie taglienti, ma anche ironiche. Uno sguardo feroce, diviso tra sogno e realtà.
Anche questa volta non mancano infine rimandi e riferimenti musicali importanti: dai Beatles (c’è anche una cover di Tomorrow Never Knows da Revolver, uno dei pezzi più psichedelici dei Fab Four) agli Area, passando per i Pearl Jam e il folk rock, vecchio e nuovo.
Da segnalare, infine, gli ospiti del cd fresco di stampa (info Internet: www.eclectic-circus.com): l’ex Scisma Paolo Benvegnù, Moltheni e l’inossidabile Bobby Solo.