Marta Vincenzi bocciata dai compagni

Alla carica. La carica dei 101 ordini del giorno. Questo il numero dei punti presentati ieri dai consiglieri comunali per fare le pulci al copioso plico di linee programmatiche illustrate dal sindaco Marta Vincenzi. Lei aveva parlato martedì scorso, senza concedere repliche. A una settimana di distanza le repliche sono arrivate e con gli interessi. A parlare non sono solo i consiglieri d'opposizione, ma anche quelli di maggioranza. Per approfondire alcuni punti, ma anche per criticare. Pronti via, e subito la maggioranza si spacca, già nelle intenzioni. Gianni Vassallo, Ulivo, non ne risparmia mezza: «Faccio fatica ad avanzare un intervento in coerenza al mio schieramento e non alle mie idee». E infatti, le sue ragioni le spiega apertamente. Prima quella istituzione di garanzia, la nuova Authority di controllo, che a lui non piace perché così si perde il centro. Poi ribadisce che si parla troppo di «centri d'ascolto» e non di risposte concrete perché «i cittadini ci chiedono di decidere e non di stare ad ascoltare». Infine, tuona: «Leggo troppe volte la parola diritti e poco quella doveri». Simone Farello, capogruppo dei Ds, prova a far chiarezza: «Su alcuni temi all'interno del nostro gruppo è aperto un dibattito, ma la maggior parte delle strategie sono condivise». Ma Bruno Dalpino (Comunisti italiani) promette il voto favorevole per l'ordine del giorno di Raffaella Della Bianca, capogruppo Forza Italia, per garantire l'utilizzo 24 ore su 24 di tutti i servizi dell'ospedale di Sestri Ponente. Arcadio Nacini, storico esponente di Rifondazione, dice di condividere molti punti illustrati da Alessia Piana, capogruppo della Lega. E poi tutti all'attacco: Della Bianca non ci sta a credere alle buone promesse, come quella di ridurre l'indebitamento, perché l'unica delibera fino a oggi approvata è stata per emettere un boc da 50 milioni di euro per la manutenzione ordinaria. «Un provvedimento assurdo - ribadisce - perché è come se una famiglia facesse un mutuo per comprare pane e latte». Arriva Enrico Musso. Fa il docente del sindaco, prende il programma e lo corregge a grandi tratti, perfino nella forma. Parla di «slogan continui», «pressappochismi», «vaghezze imbarazzanti», «tracotanti ridondanze» e altro ancora. Marta sbuffa, ed Enrico infierisce: « A separarci dal sindaco sono le strade e gli strumenti per conseguire questi risultati». All'appello di critiche non manca nessuno. Fa un intervento fortemente polemico anche Vincenzo Lorenzelli (Udc), fremono Aldo Praticò (An) e Valter Centenaro per la Lista Biasotti, sconcertati (e gongolanti) «per le evidenti differenti vedute all'interno della maggioranza».