Marta Vincenzi e le offese a Bagnasco

(...) alla candidata di Fassino. C'è nella sinistra italiana un contrasto tra la linea di occupazione del potere a ogni prezzo e ad ogni costo. È la linea di ricerca di una identità politica nell'azione di governo. Si giunge persino all'idea di liquidare tutta la tradizione della sinistra italiana fondendo i postcomunisti con i democristiani di sinistra, in modo da annegare definitivamente la memoria comunista nel bianco latte democristiano. Ci sono molti che non ci stanno e pongono al partito la questione morale sostenendo che la politica dell'attuale dirigenza dei Ds consiste nel creare nuovi spazi istituzionali per il ceto politico, moltiplicando istituzioni e competenze. È quello che il leader della corrente diessina, Cesare Salvi, ha descritto nel libro sul costo della democrazia. La gestione di Bassolino in Campania è la forma perfetta di questa moltiplicazione dei posti di potere, dando a ciascuno il suo pezzo. E allora è inevitabile che qualcuno giochi la carta della politica contro il potere, della differenza di sinistra contro la piattezza istituzionale. La nascita del partito democratico rende questo conflitto inevitabile: ed è forse un grande errore politico aver posto nella figura di Romano Prodi il capo del governo con una maggioranza che va da Mastella ai partiti postcomunisti e di averne fatto contemporaneamente la figura chiave del partito democratico. Così il volto della sinistra rinnovata per diventare maggioranza del paese assume il volto di un democristiano che non ha storia politica e il cui volto non è un messaggio. La candidatura della Vincenzi è espressione di questa lotta interna. Pericu è un gran signore liberalsocialsita che ha moltiplicato le istituzioni sia con i municipi che con le società per azioni, è divenuto il potere dei poteri. Marta Vincenzi vuole giocare la carta populista e quindi politicizzare a sinistra la campagna elettorale, che è anche una battaglia contro la componente maggioritaria del suo partito. Forse non è un caso che in questo grande miscuglio abbia fatto sentire la sua voce la componente assassina e siano emerse nelle scritte contro l'arcivescovo le sigle delle Br e l'immagine della p38.