«Marta Vincenzi, la sindaco più brava a dividere che a unire»

Il sindaco di Genova Marta Vincenzi ha perso un’altra occasione per fare il sindaco di tutti. È successo l’altro giorno quando ha consegnato al giornalista britannico Mark Covell la cittadinanza onoraria «per la forza e il coraggio dimostrati nell’espletamento della sua funzione di informazione e divulgazione giornalistica su quanto visto e vissuto durante gli eventi del G8 2001, rappresentando tutti coloro che si pongono al servizio della libertà di stampa anche a rischio della propria incolumità, e per il legame di affetto e amicizia che, malgrado la dolorosa esperienza vissuta, continua a dimostrare nei confronti della città di Genova». Un riconoscimento che divide più che unire. Se tra i manifestanti, infatti, non tutti erano black block, tra le migliaia di poliziotti i carabinieri, i finanzieri, i soldati che in quei giorni tentarono di impedire che la nostra città fosse data letteralmente alle fiamme, ci furono alcune mele marce. Per gli episodi di barbarie la magistratura ha fatto il suo corso. E gli altri, quelli che si sono presi le pietrate in nome del servizio allo Stato? La sindaco non ha consegnato alcun riconoscimento alle forze dell’ordine. «È insensata, sconcertante e priva di qualsiasi motivazione», dice Gianni Bernabò-Brea, a proposito delle cittadinanza a Covell, ferito nell’assalto alla scuola Diaz. «Non si capisce, infatti, cosa abbia fatto questo signore per meritare tale riconoscimento - aggiunge il consigliere comunale del gruppo misto - Durante il G8 la nostra città è stata devastata da bande di delinquenti le cui azioni violente hanno provocato il ferimento di tantissimi agenti della polizia, carabinieri, finanzieri e agenti di custodia. È a questi uomini e donne che Genova deve ancora oggi moltissimo ed è a loro che il Sindaco doveva esprimere riconoscenza».