Martedì da Alfano per fare le primarie

(...) Ma lo dice anche con l’intima soddisfazione di chi in fondo non avrebbe voluto fare un «torto» ai tanti uomini che si battono quotidianamente per il Pdl. Insomma, un sindaco «straniero», esterno al partito, può tranquillamente essere accantonato perché le alternative non mancano.
Scandroglio, contento del «no» di Costa?
«Niente affatto, il mio ragionamento è diverso. È rivolto a quanti all’interno del nostro gruppo, meriterebbero ugualmente la candidatura. Persone di assoluto livello, che non devono sentirsi poco considerate».
Non è che ha già scelto il nome?
«No, e non voglio scendere nel dettaglio. Ma per capirci, in quel ventaglio di nomi che è stato fatto recentemente (Matteo Rosso, Raffaella Della Bianca, Pierluigi Vinai e Matteo Campora, ndr) potremmo pescare persone tutte capaci e preparate».
In grado di fare il sindaco?
«Non hanno nulla di meno rispetto a una Marta Vincenzi o a una Roberta Pinotti. Non hanno nulla da invidiare a tutti i nomi che si fanno dall’altra parte. E neppure a Enrico Musso».
Tutto sta a vedere anche se accettano.
«Basta discorsi, dobbiamo anche sentire il parere degli alleati. Capire se si faranno o meno le primarie. Il nostro statuto attualmente non le prevede, ma il segretario Angelino Alfano ne ha parlato esplicitamente. Martedì a mezzogiorno lo incontrerò con tutti gli altri coordinatori regionali e vedremo quello che si può fare. O come si può fare».
Arriverà dunque a breve la decisione sulle primarie?
«Arriverà anche dopo aver ascoltato la Lega, il Psi, la Destra, tutti i nostri alleati».
Ha molta fiducia nella scelta interna. Perché?
«Perché rivendico con orgoglio l’invito che ho sempre fatto a non soffrire del complesso di inferiorità. Anche perché partire battuti, con l’idea di non farcela ci farebbe solo perdere i voti che abbiamo. E sono tanti. L’entusiasmo c’è».
Davvero?
«Sono qua con una signora di 76 anni, berlusconiana convintissima. Una pensionata da 520 euro al mese, ma che fa un tifo sfrenato. Gliela passo».
Il telefono passa alla signora Maria, che effettivamente non fa altro che ripetere la sua ferma convinzione a favore di Berlusconi, lo difende a spada tratta, Fa l’elenco dettagliato dei colpevoli, di chi rema contro. Poi ripassa il cellulare all’onorevole.
«Sentito? E poi dicono che non stiamo sul territorio».
Ma cosa fa? Anticipa l’inizio del progetto cento mani al giorno»?
«No, quello partirà formalmente domani. Ma noi siamo già molto impegnati in questo senso. Tutti i nostri eletti, i dirigenti, gli attivisti. Ci accusano di essere elitari. Ma è l’esatto contrario. Ogni volta che chiamiamo a raccolta tutti per i banchetti sulla difesa dell’ospedale piuttosto che sulla sicurezza, la risposta è sempre straordinaria».
E stavolta andate a stringere le mani in giro?
«C’è un programma dettagliato. Ci chiamiamo “popolo” delle Libertà. E questo “popolo” si vede proprio in queste iniziative».
Insomma, rincorrete Burlando che non fa altro che girare la Liguria da una parte e dall’altra?
«Veramente Burlando va a tagliare dei nastri, noi andiamo a sentire la gente, a metterci la faccia, a chiedere anche a tutti di dirci cosa va e cosa no del governo. Ci siamo, non ci nascondiamo. Cerchiamo suggerimenti per fare meglio».
E per dare al sindaco fatto in casa qualche arma in più. Soprattutto quella di parlare delle cose che interessano alla gente.