Il martedì nero dell’oro

Un vero martedì nero per l’oro che ha lasciato sul terreno oltre 11 dollari, nei fatti si tratta di un ribasso superiore al 2 per cento. Il metallo ha chiuso con il fixing a 459,50 dollari l’oncia ritornando sui livelli di metà settembre. I fattori ribassisti decisivi sono stati la tenuta del biglietto verde, le attese rialziste sui tassi di interesse Usa all’interno di uno scenario non inflazionistico e, infine, la robusta espansione dell’economia statunitense. In altalena le quotazioni del greggio ma sempre intorno ai minimi trimestrali.