Martelli dispensa pillole di Costituzione su Canale 5

MilanoCome al solito, la chiave giusta di tutta la faccenda la fornisce Fedele Confalonieri: «La televisione commerciale è in grado di trattare benissimo anche argomenti elevati», premette il presidente di Mediaset. «Noi vogliamo rendere un servizio al pubblico e, per fare questo, la televisione è il mezzo più democratico. Parlare della Costituzione è il nostro modo per esercitare la democrazia, però senza metterla giù dura».
Da oggi, alle 9,15, all’interno di Mattino 5, e nel pomeriggio alle 16.55, nel contenitore di Videonews, Canale 5 manderà in onda Il Libro della Repubblica, due pillole quotidiane di due minuti ciascuna, in cui l’ex presidente del Consiglio e ministro di Grazia e Giustizia, Claudio Martelli, illustrerà, articolo per articolo, la Costituzione italiana in una striscia di 130 puntate senza particolari obiettivi di audience e che potrà riprendere in autunno, dopo la pausa estiva.
A promuovere l’iniziativa (apprezzata dal presidente Napolitano che ha inviato una lettera a Confalonieri, di cui pubblichiamo il testo in questa pagina), voluta da Mauro Crippa, gran capo dell’informazione del gruppo, oltre al presidente di Mediaset e a Martelli, nella sede nobile di Via Paleocapa è arrivata anche Mariastella Gelmini che, con il suo ministero, ha dato il patrocinio a tutta l’operazione. «Compete alla scuola e all’università formare e informare l’opinione pubblica. Ma anche i media possono assolvere a questa funzione», ha sottolineato il ministro della Pubblica istruzione. «La Costituzione non appartiene al passato, ma deve regolare la vita quotidiana di ciascuno di noi. Mi complimento con i fautori di questa iniziativa che porterà i cittadini a conoscenza di quella che Ciampi ha definito la Bibbia laica». Non per questo, secondo la Gelmini, si tratta di una carta intoccabile: «Non credo al dogma della immutabilità della Costituzione», ha proseguito il ministro: «Fermi i principi della prima parte, penso che un ammodernamento non debba essere un tabù, soprattutto, per esempio, in materia di federalismo e decentramento».
Ma prima di avviare qualsiasi procedura di revisione, anche auspicabile della Carta, conviene conoscerla. Perché, come aveva detto il direttore di Videonews Claudio Brachino facendo gli onori di casa, «continuando a leggere i testi sotto le righe o sopra le righe, non si capisce più niente. Perciò», ha preseguito citando Tullio De Mauro «forse è il momento di tornare a leggere le righe».
Dunque, lettura, esegesi e interpretazione appena abbozzata è ciò che proporrà Martelli, con la sua eleganza e la qualità dell’affabulatore competente in materia. In uno studio foderato di libri antichi, scrivania e leggio con grandi fogli bianchi dove schematizzare il succo degli articoli mentre parte del testo verrà riportato su un angolo del teleschermo, l’ex ministro della Giustizia spiegherà il lessico della Carta e come sono nate le regole della nostra democrazia, figlie di un’epoca precisa. Per questo, alcune parti «sono ancora straordinariamente attuali», come quelle che riguardano la vocazione alla pace, gli obblighi di solidarietà ai meno abbienti e l’apertura alle culture diverse. Mentre ci sono parti più «incandescenti, frutto di evidenti compromessi», come quelle inerenti l’ordinamento dello Stato e altre «obsolete» come quelle che stabiliscono «i limiti alla libertà d’espressione e al buon costume». Del resto, ha concordato Martelli con la Gelmini, «la Costituzione è già stata cambiata trentotto volte e, dunque, non è un feticcio intoccabile». Ma prima di decidere «se è il caso di modificarla o meno», ha chiosato Confalonieri, «la Costituzione è utile conoscerla».
Così, stando sempre al suo presidente, Mediaset vara un’iniziativa da servizio pubblico, senza tirarsela troppo. Ma anche senza tralasciare di raccogliere in dvd tutte le puntate per metterle a disposizione delle scuole italiane.