Martesana e via ferrata la memoria della zona 2

Federica Giribaldi

Un viaggio alla riscoperta della storia di Milano attraverso i ricordi e le voci di personaggi famosi e non, che hanno contribuito a rendere grande la città. «La Milano della memoria» è il nome dell’iniziativa promossa dall’Assessorato al Decentramento del Comune, in collaborazione con la Banca popolare di Milano. Nove libri per le nove zone della città. Ognuno racconta l’origine e la vita di un quartiere. «La vita non è quella che si è vissuta ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla» con queste parole - tratte da «Vivere per raccontarla» di Gabriel Garcìa Màrquez - Paola Cascone, ideatrice e coordinatrice dell’iniziativa, introduce le testimonianze degli abitanti della Zona 2, la zona che comprende la Stazione Centrale e tutti quei quartieri nella parte nord-est della città.
Greco, Turro, Gorla, Precotto, Villa San Giovanni e Crescenzago erano dei veri e propri paesi isolati in campagna, che grazie ad un processo di localizzazione delle industrie sono stati completamente inglobati nella metropoli. Nell’introduzione è stata ricostruita la storia della ferrovia, «figlia e madre della grande industria», testimone nel 1840 dell’apertura della strada ferrata Milano-Monza; della Martesana, voluta da Francesco Sforza nel 1457 per collegare l’Adda con Milano; dei Corpi Santi i «pezzi di Milano», comuni con origini differenti che sono entrati a fare parte della città in tempi diversi. Seguono le testimonianze dei protagonisti che hanno cercato di lasciare tracce indelebili nella memoria di tutti.
Ecco allora la storia di Sergio e Liliana fratelli nati negli anni ’30 che da sempre abitano in zona Loreto. Ora condividono con le pagine i ricordi di gioventù, la guerra, i bombardamenti, ma anche i loro giochi, soldatini di carta, biglie e figurine. Sfogliando le pagine s’incontra Giorgio Gaber, la cui storia ci viene narrata da Andrea Pedrinelli. Nato in via Londonio 28 nel 1939 il Signor G ha sempre amato la «sua Milano» che lo ha visto debuttare come chitarrista. Nelle sue canzoni si ritrovano i personaggi della Milano di allora, dal «vecchio barista dall’aria un po’ giù» alla «vecchia zitella che cerca l’amor». C’è anche Ambrogio Fogar, milanese doc classe 1941, cresciuto in piazza Duca d’Aosta, scomparso recentemente. Si parla della sua grande forza di volontà, del suo desiderio di non abbattersi mai e affrontare nuove sfide.
I libri sono distribuiti gratuitamente dal Comune. Da gennaio saranno disponibili le ristampe. Per ulteriori informazioni si può contattare l’assessorato chiamando al numero 02-8845.0925 oppure scrivere all’indirizzo email: assessore.gallera@comune.milano.it.