Martesana, giardinetti trappola per i bimbi

Gli anziani sono costretti a portarsi le sedie da casa

Marco Mastrorilli
«Un disastro» affermano stizziti gli abitanti della Martesana. L’unica area verde della zona casca a pezzi. Questo non è soltanto un modo di dire, il terreno del parco di Cassina de’ Pomm in via Melchiorre Gioia sta realmente sprofondando. Grosse voragini sono comparse in tre differenti punti del parco, presumibilmente a causa della natura del terreno, adiacente al Naviglio. La situazione perdura ormai da più di un anno, mentre l’unico provvedimento del Comune è stato l’installazione di recinti mobili. Barriere non rispettate, anzi divelte dalle mamme stesse che accompagnano i loro bambini a saltellare tra un buco e l’altro. «Cosa posso fare, tenerlo in casa tutto il santo giorno?», afferma Paola, mamma ventottenne. La reazione è più che legittima, se si pensa che sulle grandi gabbie metalliche non esistono avvisi di pericolo. Anche se poi l’entrata ripetuta nelle zone recintate finisce per aggravare la situazione provocando un ulteriore degrado degli avvallamenti del terreno.
Il rischio è in agguato dietro ad ogni cespuglio: «Mio nipote è persino caduto nel laghetto artificiale», protesta una nonna. Il motivo? La parziale assenza di protezioni. Come se non bastasse le acque della fontana artificiale e dei rigagnoli sono piene di spazzatura di ogni tipo, con conseguente insopportabile odore.
Gli anziani, altri affezionati frequentatori del giardino e della bocciofila annessa, si sono uniti alla protesta delle mamme firmando una petizione rimasta inascoltata. Arrivano in gruppo ogni giorno con le sedie in spalla: «Non ci sono panchine, cerchiamo di arrangiarci come possiamo». Da casa portano anche bottigliette d’acqua perché al parco sono totalmente assenti fontanelle per dissetarsi. L’unica cosa che non possono trasportare sono i servizi igienici, in verità presenti, ma chiusi ormai da tempi immemorabili.
In favore dei cittadini inascoltati, si schiera il Consiglio di Zona. «Visto che il parco della Martesana è un luogo vivo e nevralgico per la comunità - afferma il vice presidente del Consiglio di Zona 2, Barbara Calzavara - ho già inoltrato due interpellanze». Si tratta di due richieste di intervento, presentate al Comune, una per i cedimenti del suolo e l’altra per i parapetti a protezione del laghetto artificiale e dei canali ad esso collegati. I buoni propositi non finisco qui. Il Consiglio reclamerà anche una maggiore presenza delle forze dell’ordine e l’installazione di telecamere di sorveglianza, al fine di evitare l’intrusione da parte di extracomunitari che dal venerdì sera avevano la consuetudine di bivaccare (con alcol e droghe) all’interno del giardino. Come ultima proposta, la Calzavara assicura che si muoverà per una migliore illuminazione e la chiusura notturna del parco.