Martina, miss padana che «sfida» Bossi sull’Inno

(...) per le partite della Nazionale?
«L’ho imparato da piccola, alle elementari, e poi grazie a mia mamma. Diciamo ha sempre fatto parte della mia cultura».
Diciamolo, ma così perdi anche lo scettro. Ora non dire che non sei neppure leghista?
«E invece mi sento vicina alla Lega. Sennò non avrei certo partecipato a questo concorso».
E allora dì qualcosa di leghista.
«Del programma della Lega apprezzo soprattutto l’attenzione che mettono nel contrasto alla criminalità. È una cosa concreta che la gente apprezza».
Va un po’ meglio. Anche perché il futuro è ancora su una passerella padana?
«La speranza è quella. Ora devo partecipare a Recco, il 2 agosto, alla serata decisiva per diventare Miss Riviera Ligure con le ragazze del levante ed essere così la rappresentante della nostra regione alla finale nazionale di Miss Padania».
Questa è la fine del sogno. Come è iniziato?
«È iniziato l’anno scorso, conoscevo, Giuseppe, un ragazzo dell’organizzazione. Avrei voluto partecipare ma ero troppo giovane, così ci ho riprovato quest’anno».
Quanti hai anni?
«Sedici».
Parlantina e proprietà di argomenti da veterana. Una Miss giovane e preparata. Sei anche brava a scuola?
«Direi di sì, abbastanza. Il prossimo anno farò la terza al liceo scientifico Fermi. La media non è mal, sul 7, 7 e mezzo, nessun debito. È andata bene, nonostante avessi qualche timore sulla nuova riforma».
Altro che Inno, ormai sei una politica vera. Chissà che applausi ad Arenzano.
«Alla premiazione è salito sul palco anche Francesco Bruzzone, il capogruppo della Lega in Regione. Il sottosegretario Roberto Castelli invece era venuto alla festa un paio di giorni prima. In giuria invece c’era il senatore Enrico Musso».
Tra l’altro un bell’uomo.
«Eh sì, ma soprattutto una persona seria. Non ho però avuto modo di parlarci».
Alla finale di Miss Padania invece ci saranno proprio tutti. È una vetrina nazionale, quasi Miss Italia.
«Ci sarà anche Bossi. L’avevo visto l’anno scorso ad Alassio, io ero in vacanza. Purtroppo non ho fatto in tempo a seguire meglio il suo intervento perché sono arrivata tardi. C’era un traffico pazzesco, quattro ore di coda».
Prima di iniziare a parlare di bretelle e terzi valici, restiamo a Miss Padania. Solo un gioco?
«Per adesso sì, è un gioco. Diciamo un divertimento. Se poi verrà qualcosa di più, perché non sognare».
Già, perché non sognare. Male che vada c’è sempre la scuola. O un posto in politica. A sedici anni, Martina Barbieri da Sestri Ponente la stoffa ce l’ha tutta. E il Senatùr, da una come lei, potrebbe persino farsi cantare l’Inno di Mameli fino all’ultima strofa. Figli d’Italia «tutti Balilla» compresi.