Martina, regina scandalosa che il tennis non ha capito

La Navratilova, campionessa più grande di sempre (9 titoli a Wimbledon), ha lottato a lungo contro i pregiudizi per la sua omosessualità

Lea Pericoli

Compie 50 anni oggi la più grande tennista della storia. È molto difficile stabilire dei record assoluti nello sport tuttavia Martina Navratilova con la sua longevità e con i suoi 167 titoli vinti in carriera (record assoluto anche a livello maschile), fra cui 9 singolari a Wimbledon, rappresenta un fenomeno ineguagliabile. Negli anni ’70 Martina e Chris Evert, con la loro rivalità, contribuirono al successo del tennis femminile lanciato da Billie Jean King, la prima grande lady della racchetta ed anche la prima a fare «outing». Billie Jean fu costretta a confessare al mondo di aver tradito il marito con la sua parrucchiera. La donna, con la quale Billie Jean ebbe una lunga storia, quando la campionessa l’abbandonò, diede alla stampa 100 lettere d’amore poi si lanciò dal secondo piano rimanendo paralizzata.
Storie di trent’anni fa. Io chiesi a Montanelli di scrivere una intera pagina su un fenomeno di lesbismo di cui nessuno osava parlare. E il direttore mi disse di sì. Partii per Torino dove Billie Jean King, Martina Navratilova e Virginia Wade facevano una esibizione. Cresciuta in una famiglia borghese, vi assicuro che feci molta fatica a parlare con le mie tre amiche di un argomento che, almeno per me, rappresentava un tabù. Si trattava di discutere una realtà assolutamente proibita. Martina mi ricevette in camera. Dentro al suo letto c’era l’amante del momento: Nancy Liberman. La Navratilova non cercò di nascondere la verità. Mi parlò di «amore» che andava al di là del sesso e disse che le tenniste venivano penalizzate mentre lo stesso fenomeno in campo maschile era intoccabile. Secondo lei il mondo dello sport era pieno di gay.
Billie Jean King mi chiese discrezione. Per colpa dello scandalo aveva perso tutti gli sponsor e c’era un processo in corso con la parrucchiera. Virginia Wade, donna allora piena di fascino e bellissima, mi diede una versione diversa. L’amore, secondo lei, era libertà assoluta, anzi mi confessò candidamente di essere bisex. Nell’articolo riportai fedelmente le ammissioni. Risultato: molte vecchie lettrici scrissero al direttore indignate. Il Giornale non avrebbe dovuto concedere una pagina alla Pericoli per avventurarsi in questioni così scabrose.
Passò qualche anno. A Montecarlo ci fu una esibizione tra la Navratilova e la Evert. Martina arrivò con la sua nuova compagna: una donna stupenda dagli occhi magnetici che, per lei, aveva abbandonato il marito e 3 figli. Fu un altro shock! Qualche anno dopo la bella amante le fece causa e ottenne molti più alimenti di quanti ne avrebbe mai preteso un marito. Oggi non so a che punto sia la vita di Martina. Io voglio augurarle buon compleanno sicura di interpretare il desiderio di milioni di fans. Martina Navratilova è una grandissima campionessa, una donna sensibile, che forse il nostro mondo ha fatto fatica a capire.