Martini, birra e Champagne: ecco dove bere come James Bond

Bere come 007. Il remake di «Casino Royale», tratto dal primo libro di Ian Fleming dedicato a James Bond, non sbanca soltanto le sale ma ha fatto registrare, nel Regno Unito (in Italia non ci sono ancora dati ufficiali), un incremento di vendite del Vermouth Bianco Secco. Ingrediente indispensabile per la preparazione del mitico Martini Dry, richiesto dall’agente di Sua Maestà tra una missione impossibile e l’altra, rigorosamente agitato e non mescolato, servito in coppetta con la sola aggiunta di una strizzata di buccia di limone in superficie.
Ma l’effetto Bond nei bicchieri si fa sentire anche in Italia, dove si stanno diffondendo i «Bond Point», un circuito di locali nei quali gustare cocktail, aperitivi e altre specialità gastronomiche tutte in stile 007. I locali si distinguono in Classic Bond Point (location citate nei film o nei libri) e in Bond Point Privilege, luoghi questi ultimi di chiara filosofia bondiana «per atmosfera, professionalità ed eleganza». Ogni Bond Point ha una targa di appartenenza e una carta dei cocktail contenente 27 drink, 7 Champagne (tra cui Dom Pérignon, Bollinger, Pommery, Veuve Clicquot, Taittinger e Roederer Cristal) e le migliori birre (il nuovo James Bond ha una particolare predilezione per la Guinness Stout scura), tutti corredati di citazione e realizzati da barman sapienti in grado di prepararli nel pieno rispetto della «bondianità».
Uno degli indirizzi a prova di 007 nella Capitale è il Grand Hotel Excelsior, classificato come «Classic Bond Point» perché Bond vi beve un Negroni a regola d’arte. Altri due sono «Privilege Bond Point» e sono il bar dell’hotel d’Inghilterra e lo Stravinskji bar dell’hotel de Russie, celebre in tutta Italia per l’interpretazione dei cocktail Martini uno dei quali porta il nome dell’hotel ed è servito con caviale.