Martini torna in Duomo per ricordare le vittime di Linate

«È stata la più grande sciagura del mio episcopato». L’omaggio al Bosco dei Faggi

È come se non fossero passati cinque anni da quel drammatico incidente aereo nello scalo di Linate dove morirono 118 persone. L'8 ottobre 2001 per i parenti delle vittime è una giornata incancellabile della memoria. E ieri la città ha di nuovo ricordato quella tragedia. Prima con una cerimonia, composta, sentita e intrisa di commozione nella cattedrale, per la quale è arrivato da Gerusalemme il cardinale Carlo Maria Martini, che allora era l'arcivescovo del capoluogo lombardo e fu tra i primi a portare conforto ai familiari di chi perse la vita. Poi un altro momento di raccoglimento si è svolto nel Bosco dei Faggi: qui sono ormai cresciuti gli alberi piantati a ricordo dei morti, uno per ognuno di chi non c'è più. «Sono qui per ricordare quel terribile momento di cinque anni fa - ha detto Martini in Duomo - quando ci trovammo in un hangar ognuno con la speranza e il desiderio per i propri cari e poi con le prospettive che peggiorarono. È stata la più terribile tragedia del mio episcopato». L'arciprete del Duomo, monsignor Luigi Manganini, ha letto un messaggio inviato dall'arcivescovo Dionigi Tettamanzi che non è potuto essere presente di persona: «Voi oggi siete qui per chiedere alla società di non dimenticare il vostro dolore e chiedere umana giustizia perché si evitino colpevoli negligenze affinché, al di là degli errori umani, non si verifichino mai più altre sciagure simili». Alla messa hanno preso parte, fra i tanti, il sindaco Letizia Moratti, l'ex prefetto Bruno Ferrante, il presidente del Comitato 8 ottobre, Paolo Pettinaroli, l'unico sopravvissuto fra chi era nell'hangar, Pasquale Padovano, l'attuale presidente della Sea, Giuseppe Bencini, e quello ai tempi dell'incidente, Giorgio Fossa, e altre autorità. «È il giorno della memoria - ha sottolineato Pettinaroli -. Guardiamo al futuro guardando negli occhi questi bambini, anche se sono claudicanti nell'anima. Dopo le vergognose sentenze in appello verso i responsabili - soprattutto perché noi vogliamo che sia data veramente più sicurezza a chi vola»