Martiradonna l’umile eroe del super Cagliari

Cagliari. Il grande Cagliari dello scudetto non ha più i terzini: un anno dopo Giulio Zignoli se n’è andato anche Mario Martiradonna, morto ieri a 73 anni nel capoluogo sardo, portato via da una malattia che in un paio di mesi non gli ha lasciato scampo. Martiradonna non era sardo, ma barese, eppure in Sardegna si era ormai trapiantato definitivamente a godersi la fama di eroe di quel leggendario e irripetibile scudetto del 1970, una popolarità che l’aveva spinto persino a candidarsi alle ultime elezioni comunali.
Con quel nome indimenticabile, con la grinta di chi sapeva lottare su ogni pallone, Martiradonna non era una stella ma era uno degli uomini chiave di quella squadra costruita apposta per far segnare Gigi Riva. Tutti per uno in quel Cagliari di Scopigno, l’allenatore filosofo, e Martiradonna era uno di quelli che dava più di tutti: «Era uno che in campo metteva sempre l’anima, era un esempio per tutti noi. Ma soprattutto era l’uomo destinato a cancellare dal campo l’avversario più pericoloso».
In quella squadra che vinse il titolo Martiradonna era il numero 2, il terzino destro, ma contrariamente a molti di quei protagonisti (da Riva ovviamente a Domenghini, da Cera a Niccolai, da Albertosi a Gori) non riuscì mai a conquistarsi un posto in nazionale, chiuso sicuramente da un grandissimo come Burgnich. E questo fu sempre il suo cruccio. Ma quello scudetto leggendario, apice di 239 partite in serie A, lo ripagò abbondantemente. ELP