Martiri cattolici, 21 morti nel 2007

Sacerdoti, seminaristi, suore, missionari uccisi in varie parti del mondo L’Asia è il continente più a rischio. Due vittime anche in Spagna

da Roma

Negli ultimi dodici mesi sono morti in 21. Sacerdoti, religiosi, religiose, seminaristi, missionari laici che hanno perso la vita mentre annunciavano il Vangelo e lavoravano per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni nei Paesi dove vivevano. Come di consueto, alla fine dell’anno, l’Agenzia Fides della Congregazione di Propaganda Fide, diretta da Luca De Mata, ha reso noto l’elenco degli «operatori pastorali» che hanno perso la vita in modo violento nel corso del 2007. Sono 15 sacerdoti, 3 diaconi, un religioso, una religiosa e un seminarista. Si sono sacrificati consapevoli del rischio che correvano pur di non abbandonare il proprio impegno di testimonianza e di carità. Fides non usa di proposito il termine «martiri», per non entrare in merito al giudizio che la Chiesa potrà eventualmente dare su alcuni di loro e per la scarsità di notizie.
Anche quest’anno i corpi senza vita di alcuni di loro sono stati trovati ore o giorni dopo il decesso, vittime – almeno in apparenza – di aggressioni, rapine e furti che colpiscono indiscriminatamente la popolazione presso cui prestavano il loro servizio. Altri sono rimasti vittime del fondamentalismo e del terrorismo.
Riguardo ai continenti dove nel 2007 sono state registrate il maggior numero di vittime tra gli operatori pastorali, figura al primo posto l’Asia, «bagnata dal sangue – informa Fides – di 4 sacerdoti, 3 diaconi ed un seminarista». Davanti alla chiesa del Santo Spirito a Mosul (Irak), sono stati infatti uccisi il parroco, padre Raghiid Ganni e tre diaconi (Basman Yousef Daoud, Ghasan Bidawid e Wahid Hanna). Nelle Filippine sono stati uccisi 2 sacerdoti (padre Fransiskus Madhu, missionario verbita, e padre Florante Rigonan, sacerdote diocesano) ed un seminarista, rimasto coinvolto in un tentativo di rapina mentre era a casa per le vacanze. Nello Sri Lanka don Nicholaspillai Packiyaranjith è rimasto ucciso dall’esplosione di una bomba mentre svolgeva la sua opera di assistenza ai rifugiati. In America sono stati uccisi 6 sacerdoti ed 1 religioso. Il Messico è le nazione in cui la Chiesa ha pagato un triplice tributo di sangue, con tre sacerdoti uccisi: don Humberto Macias Rosales, Padre Fernando Sanchez Duran, ed il missionario Padre Ricardo Junious. Ad essi si aggiungono 2 sacerdoti uccisi in Colombia (padre Mario Bianco, dei Missionari della Consolata, e don José Luis Camacho Cepeda), un sacerdote Fidei donum ucciso in Brasile (don Wolfgang Hermann) ed un religioso in Guatemala (fratel Enrique Alberto Olano Merino). L’Africa ha visto la morte violenta di 3 sacerdoti ed 1 religiosa. In Europa sono stati uccisi due sacerdoti, entrambi in Spagna: don Salvador Hernandez Seller, con una lunga esperienza missionaria in Ecuador, e don Tomas Perez.
Da ricordare infine la testimonianza dell’unica religiosa morta violentemente nel 2007, Suor Anne Thole, che ha sacrificato la sua vita morendo tra le fiamme per salvare i malati di Aids dell’ospedale dove lavorava. «Possiamo ancora salvarne qualcuno» sono state le sue ultime parole.