Marx e Lenin uniti solo da un trattino

(...) Ma, sia chiaro, questi qui non sono più i Comunisti di una volta, quelli che avevano tempo e modo per servire Baffone, goderne i lauti benefici, benedire i carri armati sovietici e presagire l’arrivo radioso del sol dell’avvenire. Quelli sì che potevano fregiarsi dell’eredità di Marx e di Engels, se non di Bakunin e Trotski, quelli sì che potevano alzare con orgoglio il pugno chiuso e la bandiera rossa, e soprattutto commuoversi e versare calde lacrime quando il Piccolo Padre o il Grande Timoniere cadevano vittime di un raffreddore, figurarsi poi quando passavano all’altra vita. Erano anche quelli, i Veri Comunisti, però, che si impegnavano a fondo in questioni ideologico-grammaticali. Fondamentali, incommensurabili, assolutamente prioritarie. Tipo: «Si deve scrivere Marxismo Leninismo separati da un trattino, o da una semplice congiunzione “e“?». Roba che oggi farebbe sorridere, anzi sbellicare pancia a terra pure i Compagni. Ma è anche roba che impegnò, angustiò, quasi torturò per anni e anni, tanto per dire, la mente e il cuore di Giorgio Doria, il marchese rosso, uomo di grande cultura, ma anche uno che definire Vero Comunista è un dovere, ma che dico? un assioma, ma che dico? una tautologia.
Fatto sta che Giorgio Doria, padre dell’attuale sindaco, pure lui comunista doc, si arrovellò il cervello alla ricerca della soluzione migliore. Per concludere alfine, in un impeto di ortodossia militante, che la soluzione giusta era, udite, udite: «Marxismo-Leninismo, cioè Marxismo-trattino-Leninismo, perché in questo modo si salva la continuità della dottrina!». Tutto chiaro, no? No. Ma fa lo stesso. Un Vero Comunista queste cose non le discute, le assimila. Un Vero Comunista queste cose non le contesta, le esalta. Un Vero Comunista queste cose non le mangia, le beve. Soprattutto le beve, eccome se le beve. Felice e contento, con e senza trattino, basta che da qualche parte ci sia del rosso. Per la continuità della dottrina, che compensi in qualche modo l’implacabile discontinuità della Storia.