"Un marziano, dov’era in questi anni?"

Bonaiuti: "Il governo dell’Unione ha messo in ginocchio l’Italia". Critico pure Diliberto: "Walter d’accordo con Berlusconi"

Roma - Walter Veltroni incorniciato dai cipressi e dalle antiche case di pietra di Spello non incanta né gli avversari né i suoi ex alleati. Sono due le accuse più forti che gli vengono mosse. Dal centrodestra quella di avere la pretesa di vendere come nuovo un gruppo di riciclati dal precedente governo Prodi. Da sinistra quella di aver stipulato un «patto scellerato» con il leader avversario, Silvio Berlusconi.

«Veltroni sbarca da Marte e ci tiene un sermone domenicale. Ma stiamo ai fatti: dove era lui in questi due anni in cui il governo della sinistra ha messo in ginocchio l’Italia?», si chiede il portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti. Critico pure il leader Udc, Pierferdinando Casini, che definisce l’esperienza politica di Veltroni «fallimentare, come quella di Prodi». Maurizio Gasparri di Alleanza nazionale, accusa Veltroni di usare slogan che la destra «metteva sui manifesti venti anni fa».

Per il vicecoordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto, Veltroni è stato costretto a presentarsi da solo «perché tutto lo schieramento di centrosinistra si è diviso e frantumato». Cicchitto accusa il leader del Pd di tentare «un’operazione di rimozione volta a far dimenticare agli italiani che le attuali difficoltà del Paese derivano proprio da un governo disastroso fatto da una coalizione di centrosinistra che Veltroni ieri esaltava ed oggi rinnega».

L’azzurro Francesco Giro osserva: «Veltroni non è stato un buon sindaco e allora non potrà essere un premier credibile». Alfredo Mantovano, senatore di An, non ritiene credibile Veltroni quando promette di abbassare le tasse senza però «prendere le distanze dal governo Prodi che invece le ha aumentate». Dall’Udc si leva la voce di Maurizio Ronconi, che definisce di «cattivo gusto» la scelta di tenere un comizio a poca distanza da un cimitero. Per Daniele Capezzone «nonostante gli sforzi e il largo sostegno mediatico, Veltroni non riuscirà facilmente a liberarsi dall’eredità, e dalla zavorra, del governo Prodi».

Il peccato originale di Veltroni per la sinistra radicale è quello di somigliare troppo a Berlusconi. «Appare sempre più chiaro l’accordo fra Berlusconi e Veltroni per dividersi il potere in Italia - dice il leader del Comunisti italiani, Oliviero Diliberto -. Veltroni e Berlusconi sono i promessi sposi della politica italiana: dopo le elezioni faranno il governo insieme». E Diliberto avverte: «Per evitare questo patto scellerato bisogna dare più forza alla sinistra». Cesare Salvi, Sinistra democratica, rincara la dose. «Veltroni propone un patto di consultazione a Berlusconi e quest’ultimo chiede agli elettori di sinistra di votare Veltroni - osserva Salvi -. La democrazia fondata sul pluralismo politico è posta a serio rischio da questo sempre più chiaro patto di potere».