Da marzo defibrillatori nei taxi capitolini per la prevenzione dell’arresto cardiaco

È ai nastri di partenza un progetto-pilota del ministero della Salute per verificare l’efficacia della prevenzione dell’arresto cardiaco, con defibrillatori a bordo dei taxi della capitale. Si tratta di un’iniziativa, spiega il ministero, «che assume estrema importanza, alla luce dei numeri». Ogni anno, infatti, l’arresto cardiaco colpisce 50.000 persone, solo il 2 per cento delle quali sopravvive: una quota significativa (fino al 30 per cento) di questi decessi è prevenibile con la defibrillazione cardiaca. «Abbiamo deciso di sostenere questo progetto ha spiegato il ministro della Salute, Francesco Storace perché‚ l’intervento immediato, nei casi di arresto cardiaco, è decisivo per salvare vite umane. E la collaborazione con tassisti, in questo ambito, può rivelarsi fondamentale. Ovviamente, i tassisti volontari si sottoporranno a uno specifico addestramento, al termine del quale saranno installati 80 defibrillatori sui taxi del 3570, cui perverranno le chiamate di emergenza da parte del 118, che riceve le richieste dei cittadini». La presenza costante delle macchine sul territorio, ha proseguito Storace, «dovrebbe rendere disponibile l’intervento di defibrillazione entro pochi minuti dalla chiamata al 118. Si tratta di una sinergia innovativa, alla quale il ministero ha ritenuto di dover dare il suo pieno contributo». La conduzione tecnico-scientifica del programma, che sarà operativo già da marzo, è affidata alla Cardiologia dell’Ospedale San Giacomo. È prevista un’attività di monitoraggio dei processi e dei risultati, così da consentire una valutazione scientifica già a sei mesi dall’inizio del progetto.